Le forze armate russe hanno nuovamente bombardato l’Ucraina, ignorando gli avvertimenti della Casa Bianca e proseguendo nella loro offensiva. L’ultima notte è stata segnata da piogge di droni e missili su diverse regioni ucraine, tra cui Kiev e Chernihiv, dove è stato colpito un centro di addestramento militare con missili balistici Iskander e ordigni a grappolo.
Secondo Mosca, l’attacco avrebbe provocato circa 200 vittime tra morti e feriti tra i ranghi ucraini. Kiev smentisce, parlando di 3 morti e 18 feriti, ma ha aperto un’inchiesta per verificare eventuali responsabilità interne. Il centro colpito apparteneva alla riserva strategica dell’esercito e rappresentava un punto chiave per il reclutamento di nuove truppe, un settore cruciale per l’Ucraina nella guerra in corso.
Sul fronte politico, Donald Trump ha rilanciato un ultimatum di 10 giorni a Putin per porre fine alla guerra, minacciando nuove sanzioni americane. Tuttavia, lo stesso ex presidente ha espresso dubbi sull’efficacia delle misure, riconoscendo che il leader russo sembra deciso a proseguire il conflitto. Il Cremlino, tramite il portavoce Dmitri Peskov, ha replicato con tono sprezzante: la Russia, ha dichiarato, è ormai “immune” alle sanzioni occidentali e la sua economia continua a funzionare.
Intanto, in Ucraina, Volodymyr Zelensky affronta crescenti tensioni interne. Dopo le proteste contro una legge che limitava i poteri di due organismi anticorruzione, il presidente è stato costretto a ritirarla. Il Parlamento ucraino voterà a breve un nuovo testo per ripristinarne l’indipendenza, dopo le critiche piovute anche da parte dei partner europei.










