È stata un’altra notte di violenza e paura in Ucraina, colpita da un massiccio attacco russo condotto con quasi 300 droni d’attacco, in gran parte Shahed, e con il lancio di 18 missili balistici e 7 missili da crociera. A renderlo noto è stato il presidente Volodymyr Zelensky, che ha denunciato nuovi raid contro obiettivi civili ed energetici.
Nella regione di Kharkiv, le forze russe hanno colpito un terminal postale, definito da Kiev un bersaglio “privo di qualsiasi valore militare”. L’attacco ha causato almeno quattro morti. Contemporaneamente, nuovi bombardamenti hanno interessato le infrastrutture energetiche, lasciando nella regione di Kiev centinaia di migliaia di famiglie senza elettricità. Il ministero della Difesa russo ha rivendicato l’operazione, parlando di un “attacco massiccio contro infrastrutture energetiche utilizzate dalle forze armate ucraine”.
“La situazione è difficile”, ha ammesso Zelensky, ribadendo però che “il freddo non aiuterà la Russia a vincere la guerra”. Il presidente ucraino ha rinnovato l’appello urgente ai partner occidentali per l’invio di missili destinati alla difesa aerea e per nuovi pacchetti di aiuti, chiedendo un’accelerazione delle forniture da parte di Stati Uniti ed Europa.
Il tema di un inverno sotto attacco sarà centrale anche nei prossimi incontri diplomatici. La prossima settimana, a margine del World Economic Forum di Davos, Zelensky incontrerà i leader di sei Paesi del G7. Tra questi anche Donald Trump, accompagnato da una vasta delegazione statunitense. Secondo le anticipazioni, Trump e Zelensky potrebbero firmare un accordo per raccogliere fino a 800 miliardi di dollari destinati alla ricostruzione dell’Ucraina.
Alla riunione dovrebbero partecipare anche i principali leader europei, tra cui quelli di Italia, Germania, Francia, Canada e Regno Unito, insieme alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L’obiettivo è dare seguito al vertice di Parigi del 6 gennaio, durante il quale il presidente francese Emmanuel Macron aveva annunciato un’intesa tra i partner internazionali per garantire la sicurezza dell’Ucraina una volta raggiunto un cessate il fuoco.
“In caso di accordo di pace, siamo pronti a fornire un contributo sostanziale alle garanzie di sicurezza per Kiev”, ha dichiarato il premier olandese Dick Schoof, invitando al tempo stesso a intensificare la pressione sulla Russia dopo i recenti attacchi, incluso il lancio del missile Oreshnik nella regione di Leopoli.










