Kiev e diverse altre regioni ucraine sono state colpite da un nuovo massiccio attacco russo, che ha incluso anche missili ipersonici Kinzhal. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, il bilancio è di due morti e 15 feriti. L’Aeronautica ucraina ha dichiarato che, nella notte tra domenica e lunedì, 426 droni e 24 missili sono stati lanciati dalle forze russe, cinque dei quali ipersonici.
I bombardamenti hanno provocato danni significativi nelle regioni di Ivano-Frankivsk, Kharkiv e nella capitale Kiev, dove sono scoppiati diversi incendi, compreso uno in una scuola materna. Zelensky ha definito gli attacchi “contro l’umanità” e ha rinnovato l’appello agli alleati per rafforzare le difese antiaeree e aumentare la pressione sulla Russia per porre fine all’aggressione.
Mosca, dal canto suo, ha affermato di aver colpito infrastrutture militari ucraine, tra cui fabbriche belliche, aeroporti militari, e sistemi antimissile Patriot di produzione americana.
Anche la Russia ha subito attacchi. Nelle ultime 24 ore, l’Ucraina avrebbe lanciato almeno 107 droni su territori russi, 28 dei quali diretti verso Mosca. Il traffico all’aeroporto di Vnukovo è stato temporaneamente sospeso. In seguito ad altri attacchi, è scoppiato un incendio in una stazione ferroviaria nella regione di Rostov.
Sul fronte diplomatico, l’agenzia russa Tass ha riferito — citando fonti — che una terza tornata di colloqui diretti tra delegazioni russa e ucraina potrebbe tenersi a Istanbul il 24 e 25 luglio. Le prime due sessioni si erano concentrate su scambi umanitari, come la liberazione di prigionieri, senza progressi sul piano politico.
Il Cremlino ha definito l’apertura di Zelensky ai negoziati un “segnale positivo”, ma il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che le posizioni restano completamente opposte. Mosca chiede il riconoscimento della sovranità russa sulla Crimea e su quattro regioni ucraine occupate, oltre alla neutralità dell’Ucraina — condizioni che Kiev considera inaccettabili.
In parallelo, da Mosca arriva l’ipotesi di un possibile incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump a settembre a Pechino, in occasione delle celebrazioni per l’80° anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale. Il Cremlino ha fatto sapere di non escludere il vertice, nel caso in cui Trump decida di partecipare.










