In un incontro straordinario convocato dalla presidenza spagnola in videoconferenza, l’Unione Europea ha trovato un accordo sul nuovo Patto di Stabilità, segnando una svolta nella storia economica del continente. L’Italia, inizialmente critica, ha successivamente ceduto allo “spirito di compromesso” auspicato da Francia e Germania, dando il via all’approvazione unanime del nuovo Patto di Stabilità.

Il Ministro dell’Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, ha concordato con la decisione, chiudendo di fatto la riunione. La premier Giorgia Meloni ha commentato che, nonostante il “no” dell’UE alla golden rule sugli investimenti, il nuovo Patto è migliorativo rispetto al passato. Meloni ha dichiarato che la battaglia continua, evidenziando la necessità di difendere gli interessi nazionali.

Il nuovo Patto di Stabilità è il risultato di un accordo franco-tedesco più complesso rispetto al precedente. Si propone di mantenere la sostenibilità fiscale richiesta da Berlino, senza soffocare la crescita, considerando gli investimenti e gli interessi del debito. Il percorso di rientro strutturale del deficit per l’Italia ha un parametro fisso, l’0,5% annuo, ma la velocità della correzione può variare. Una novità è la possibilità per un governo di concordare una traiettoria tecnica con la Commissione, evitando di bloccare gli investimenti.

L’accordo prevede anche una “ancora di salvaguardia” per i paesi che hanno già raggiunto un deficit/PIL sotto il 3%, obbligandoli ad arrivare all’1,5% per avere un cuscinetto anti-crisi. Tuttavia, i paesi con un debito superiore al 90% del PIL hanno un’exit strategy che prevede una riduzione dello 0,25% annuo del deficit per sette anni anziché dello 0,4% per quattro anni.

Parigi, Madrid e Berlino hanno celebrato l’accordo come “storico” e “realistico”. L’Olanda ha sottolineato l’importanza delle regole per un “debito sostenibile”. Il commissario Ue agli Affari Economici Paolo Gentiloni ha definito l’intesa una “buona notizia per l’economia europea.”

L’Italia è stata considerata “decisiva” nella decisione, con il Ministro Giorgetti che ha optato per il compromesso, distinguendosi dagli altri 27 paesi. La Lega ha espressamente mostrato soddisfazione, affermando la fine della “stagione del rigore”. L’accordo dell’Ecofin non chiude la partita, ma i triloghi tra Consiglio, Commissione e Eurocamera inizieranno a gennaio, con l’obiettivo di chiudere il Patto definitivamente entro aprile.