VITERBO- Molto positivi i risultati dell’Università della Tuscia negli indicatori di performance recentemente pubblicati dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito della cosiddetta “riduzione dei divari”. Si tratta di una valutazione che misura le prestazioni degli atenei italiani nelle aree didattica, ricerca, internazionalizzazione e reclutamento e determina ogni anno una parte della quota premiale del fondo di finanziamento ordinario assegnato dal MUR alle università italiane.

“Questi risultati ci riempiono di soddisfazione e rendono orgogliosa tutta la comunità ripagando gli sforzi compiuti dal personale docente e tecnico-amministrativo durante la pandemia – commenta il rettore Stefano Ubertini – l’Ateneo continua nel suo trend di crescita, posizionandosi ai primi posti in diverse aree in classifiche stilate dal Ministero attraverso, voglio sottolinearlo, indicatori oggettivi e non discrezionali”.
Con gli oltre 9 milioni di euro incassati nel 2021, l’ateneo viterbese si posiziona al terzo posto in Italia su 60 atenei per percentuale dei proventi di ricerca competitiva e su convenzione, dietro al Politecnico di Torino e all’Università del Sannio e davanti al Politecnico di Milano e all’Università di Napoli Federico II.
“I fondi di ricerca raccolti dall’esterno sono il 14,6% per l’Università della Tuscia, valore più che doppio rispetto alla media nazionale del 6,4%”, aggiunge Ilaria Baffo, delegata del rettore per la gestione e contabilizzazione dei progetti di ricerca.
Eccellenti sono anche i posizionamenti nel numero di iscritti al primo anno dei corsi di dottorato con borsa di studio e nel numero di ricercatori a tempo determinato rispetto al totale dei docenti. In entrambi i parametri l’ateneo viterbese si trova al settimo posto, a testimonianza del grande investimento fatto negli ultimi anni nel reclutamento dei giovani.
Nell’area dell’internazionalizzazione l’Università della Tuscia ha grandi margini di miglioramento ma fa comunque registrare un incremento del 36% nel numero di dottori di ricerca che hanno trascorso almeno 3 mesi all’estero, che la posiziona al decimo posto a livello nazionale come crescita rispetto all’anno precedente.
Il rapporto tra studenti e docenti, pari a circa 16,3, fa rientrare Unitus nella top ten e il livello di soddisfazione dei laureati si conferma al 93,2%, merito della grande attenzione che l’Università della Tuscia riserva agli studenti.