Segnali di distensione sul tema dell’immigrazione tra Stati Uniti e Vaticano: il vicepresidente americano J.D. Vance, in visita a Roma, ha incontrato il cardinale Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin. Il faccia a faccia, svoltosi in un clima cordiale e mai annunciato ufficialmente, ha rappresentato un possibile primo passo per riaprire il dialogo dopo le recenti tensioni tra Washington e la Santa Sede.
Al centro del colloquio, svoltosi poche ore prima dell’annuncio russo sulla tregua pasquale, la gestione dei flussi migratori e le crisi internazionali in corso, dall’Ucraina al Medio Oriente. Temi su cui la voce del Vaticano e il ruolo diplomatico degli Stati Uniti potrebbero incrociarsi in modo strategico.
Vance è giunto al Palazzo Apostolico con la famiglia, ma non ha incontrato Papa Francesco, che è in convalescenza a Casa Santa Marta. Il Pontefice, pur assente fisicamente, resta al centro del confronto diplomatico: lo scorso 11 febbraio aveva inviato una lettera ai vescovi statunitensi criticando duramente le politiche migratorie restrittive e invitandoli a non cedere “a narrazioni che discriminano”.
Nonostante la mancata udienza papale, le immagini diffuse dopo l’incontro tra Vance e Parolin mostrano sorrisi e un’atmosfera serena, segno di una possibile apertura a futuri confronti.
Nel corso della sua visita a Roma, il vicepresidente americano ha avuto anche momenti più informali. Dopo l’incontro in Vaticano, la famiglia Vance ha visitato l’Orto Botanico di Trastevere e, nel pomeriggio, la second lady Usha si è recata al Colosseo. Lì, alcune proteste sono nate tra turisti rimasti fuori nonostante il biglietto, a causa di una chiusura decisa per motivi di sicurezza.
La visita romana di Vance si concluderà domani. Tra gli appuntamenti previsti (salvo conferme): la messa di Pasqua nella basilica di San Paolo fuori le Mura e una visita a Villa Adriana a Tivoli, prima della partenza per la seconda tappa del viaggio internazionale in India.










