La Conferenza per la Ricostruzione dell’Ucraina, svoltasi a Roma, doveva rappresentare un punto di svolta nella rinascita del Paese, ipotizzata inizialmente a seguito di un cessate il fuoco. Tuttavia, con la guerra ancora in corso, l’evento si è trasformato in un forte momento di sostegno politico, economico e militare dell’Occidente a favore di Kiev.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è giunto in Italia per incontrare Papa Francesco e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ribadito il pieno sostegno dell’Italia alla causa ucraina, sottolineando come “la sicurezza di Kiev sia la sicurezza dell’Europa”.

La premier Giorgia Meloni ha aperto i lavori del vertice alla Nuvola dell’Eur insieme a Zelensky, prima di collegarsi con il presidente francese Emmanuel Macron e il neoeletto primo ministro britannico Keir Starmer, in un incontro a distanza dedicato al rafforzamento della difesa contro gli attacchi russi. A testimonianza di un rinnovato impegno americano, ha partecipato anche il generale Keith Kellogg, inviato Usa per l’Ucraina.

L’evento ha visto la presenza di 5.000 partecipanti, inclusi rappresentanti di 100 governi, 40 organizzazioni internazionali, 2.000 aziende e 50 leader tra capi di Stato e ministri, tra cui Ursula von der Leyen, Donald Tusk e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. I lavori si sono concentrati su quattro ambiti: impresa, dimensione umana, governance locale e regionale, e riforme per l’ingresso dell’Ucraina nell’UE.

Il governo italiano ha annunciato il lancio di una nuova misura Simest da 300 milioni di euro per sostenere le PMI coinvolte nella ricostruzione ucraina. Si punta a superare i 16 miliardi di euro raccolti nel vertice di Berlino del 2024. Parallelamente, l’UE valuta la creazione di un fondo da 100 miliardi di euro a favore dell’Ucraina, da includere nel prossimo bilancio settennale.

Il tema militare resta centrale: si discute della fornitura di missili Taurus, nonostante il veto tedesco, e di ulteriori sistemi Patriot dagli Stati Uniti. La presenza di Kellogg alla “call dei volenterosi” potrebbe segnare una svolta nel coinvolgimento militare americano, dopo le incertezze legate all’ex presidente Trump.

In definitiva, il vertice di Roma rappresenta non solo un momento di mobilitazione per la ricostruzione del Paese, ma anche una dimostrazione compatta dell’appoggio occidentale a Kiev, nella convinzione che la pace e la sicurezza dell’Ucraina coincidano con quelle dell’intera Europa.