ROMA – “Una violenza contro una donna è un crimine contro tutte donne e contro l’umanità. Bisogna lavorare sul piano culturale. È fondamentale il contrasto al fenomeno ma senza una seria riflessione tra tutti non riusciremo mai a cancellare questo fenomeno”. Così il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Marco Vincenzi, aprendo la celebrazione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne al Consiglio regionale del Lazio.

“L’impegno della Regione Lazio è quello di lavorare affinché l’eliminazione della violenza contro le donne diventi realtà- ha aggiunto- Questa giornata è importante perché non è solo un momento di riflessione e ascolto ma anche un momento dove coordinare le azioni concrete che sono possibili anche grazie alla magistratura, alle forze di polizia, alle associazioni e all’avvocatura. La Regione Lazio in tal senso lavora da sempre con questi soggetti e ha sempre messo al centro i diritti delle donne, con diverse iniziative. Insieme possiamo costruire una rete che potenzi i servizi di assistenza di difesa assieme all’implementazione, appunto, della parità del genere”.
“La Regione Lazio- ha poi aggiunto a margine- è impegnata sempre, dal punto di vista normativo, per migliorare l’impianto legislativo a favore della tutela delle donne, per la piena affermazione dei diritti sia livello economico sociale culturale e amministrativo”.

“Durante la pandemia abbiamo riscontrato un elevatissimo tasso di richieste. Il Telefono rosa ha lavorato ininterrottamente, 365 giorni l’anno, anche durante il lockdown, attraverso consulenze telefoniche e l’attivazione di una chat. Abbiamo riscontrato un aumento del 71% delle telefonate e il 45% in più delle chat che sono praticamente triplicate rispetto a quelle che erano negli anni precedenti”. Così Laura Terracciano, avvocata del Telefono Rosa, a margine della celebrazione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, organizzato al consiglio regionale del Lazio.
“Ovviamente- ha aggiunto- durante questo periodo, in cui le famiglie sono state costrette a stare insieme in ambienti anche molto limitati, il conflitto è diventato elevatissimo e le richieste di aiuto sono state quindi altrettanto numerose. Non abbiamo potuto ricevere in presenza, cosa che invece noi facciamo ed è il nostro fiore all’occhiello, ma questo è venuto immediatamente dopo il termine del lockdown”.