di WANDA CHERUBINI

VITERBO – Alle ore 24.00 del 4 settembre 2025 la Macchina di Santa Rosa Dies Natalis ha raggiunto il sagrato della Basilica, concludendo regolarmente il tradizionale Trasporto. L’evento, ideato da Raffaele Ascenzi e realizzato dalla famiglia Fiorillo, si è svolto nell’anno giubilare e ha visto la partecipazione di migliaia di cittadini e visitatori.

Il percorso è iniziato alle 21.20 da piazza San Sisto con il tradizionale comando “Sollevate e fermi” pronunciato dal capofacchino Luigi Aspromonte. I facchini hanno quindi condotto la Macchina lungo le vie principali del centro storico, sostando in piazza Fontana Grande, piazza del Plebiscito, piazza delle Erbe e piazza del Teatro, fino all’arrivo finale davanti alla Basilica.

L’edizione 2025 è stata caratterizzata da una misura di sicurezza senza precedenti. A seguito di un rinvenimento di armi in una struttura ricettiva di via Santa Rosa nel pomeriggio, con il conseguente arresto di due persone, la prefettura ha disposto che la Macchina partisse con l’illuminazione pubblica accesa. La scelta, condivisa con il Comune e il Sodalizio dei Facchini, è stata motivata da esigenze di ordine pubblico. Intorno alle 22.40, dopo le verifiche necessarie, l’illuminazione è stata spenta e il Trasporto è proseguito secondo la consuetudine.

Nel corso delle tradizionali “girate” sono stati ricordati diversi cittadini viterbesi scomparsi, tra cui il giovane Leonardo Cristiani, morto in un incidente stradale nel giugno scorso, e Alfio Pannega, nel centenario della nascita. L’iniziativa ha reso omaggio anche ad altri facchini e personalità legate alla storia della Macchina.

Dopo oltre due ore di cammino, la Macchina è giunta davanti alla Basilica di Santa Rosa, accolta da lunghi applausi. Con il successo del Trasporto 2025, Viterbo ha confermato la vitalità di una tradizione riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO e profondamente radicata nell’identità cittadina.