Wall Street chiude la settimana con il segno più, grazie a un’impennata dell’indice S&P 500, che segna un +5,7%, registrando la sua miglior performance settimanale dal 2023. A rassicurare i mercati sono state le parole della presidente della Fed di Boston, Susan Collins, che ha dichiarato la disponibilità della banca centrale a intervenire per stabilizzare i mercati.

Nel frattempo, sul fronte geopolitico e commerciale, si alza la tensione tra Cina e Stati Uniti. Il presidente cinese Xi Jinping risponde con durezza alla politica dei dazi di Donald Trump, annunciando un aumento dei controdazi sulle merci americane dall’84% al 125%. Contestualmente, Xi propone all’Unione Europea un’alleanza a difesa del multilateralismo e contro quello che ha definito il “bullismo commerciale” di Washington.

Pechino ha inoltre fatto sapere che non seguirà più la strategia a rilanci di Trump, ma risponderà con fermezza ad ogni provocazione, anche attraverso ricorsi all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Il ministero delle Finanze cinese ha accusato gli Stati Uniti di portare avanti “un gioco di numeri privo di giustificazione economica”, mentre il ministero del Commercio ha parlato apertamente di “tariffe come arma di coercizione”.

Xi Jinping, forte del proverbio mandarino secondo cui “una crisi può diventare un’opportunità”, sta cercando di rafforzare le relazioni con Paesi colpiti dalla guerra dei dazi, inclusi storici alleati degli Stati Uniti. A Pechino, Xi ha accolto con tutti gli onori il premier spagnolo Pedro Sánchez, al quale ha ribadito che “non ci sono vincitori in una guerra commerciale”. Sánchez ha colto l’occasione per sollecitare la Cina su un riequilibrio degli scambi, soprattutto su settori come carne suina e ciliegie, mentre l’Ue affronta un deficit commerciale di oltre 300 miliardi di euro.

Con un occhio anche all’immagine internazionale, Xi ottiene un risultato significativo: il prossimo vertice tra Ue e Cina si terrà a Pechino e non a Bruxelles, come inizialmente previsto. Un segnale di apertura da parte dell’Europa, nonostante le frizioni su altri dossier internazionali, come la guerra in Ucraina e il sostegno di Pechino a Mosca.

Xi si prepara anche a un tour strategico nel Sud-Est asiatico, visitando Vietnam, Malesia e Cambogia dal 14 al 18 aprile. Questi tre Paesi del blocco ASEAN sono tra i più colpiti dai dazi reciproci imposti dagli USA. La missione asiatica sarà cruciale, in quanto l’ASEAN rappresenta oggi il principale partner commerciale della Cina, superando UE e USA, con un export salito al 16,4% nel 2024.

Intanto, gli Stati Uniti, per bocca del segretario al Tesoro Scott Bessent, fanno sapere che intendono prima siglare accordi con i partner commerciali per poi presentarsi uniti nei negoziati con la Cina. La nuova guerra commerciale globale è appena cominciata e la posta in gioco è altissima.