Yulia Navalnaya, vedova di Alexei Navalny, non esita a puntare il dito contro il Cremlino, suggerendo che suo marito sia stato ucciso da Putin utilizzando il Novichok, lo stesso agente nervino usato nel suo precedente avvelenamento nel 2020. In un video sui social, annuncia di essere pronta a prendere in mano l’eredità politica del marito, mentre si trova a Bruxelles per partecipare al Consiglio dei ministri degli Esteri dell’UE.
Nel frattempo, alla madre di Navalny è stato comunicato che la salma non sarà restituita per altri 14 giorni per eseguire esami chimici non specificati. Anche l’ex portavoce di Navalny, Kira Yarmysh, ha segnalato che sia alla madre che all’avvocato dell’oppositore è stato impedito di entrare nell’obitorio per la seconda volta in tre giorni.
Yulia Navalnaya sostiene che questi ritardi confermano le menzogne delle autorità, che stanno aspettando che le tracce del Novichok svaniscano. Tuttavia, non è ancora certa del metodo usato nell’omicidio e promette di rivelare i nomi dei responsabili.
L’organizzazione Ovd-Info ha lanciato una petizione per la pronta consegna del corpo alla famiglia, raccogliendo oltre 60.000 adesioni. Tuttavia, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha dichiarato che il Cremlino non ha competenza in materia e che l’indagine è in corso.
Yulia Navalnaya si dichiara pronta a continuare il lavoro del marito per una Russia più giusta e dignitosa. A Bruxelles, viene accolta dal presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, che condanna la brutalità del regime russo definendolo “canaglia”.










