Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rilancia la sua offensiva diplomatica dopo il cessate il fuoco in Medio Oriente, proponendo un parallelo tra Gaza e l’Ucraina: “Se si è riusciti a fermare quella guerra, si può fermare anche quella della Russia.”
Il messaggio, inviato direttamente a Donald Trump durante una telefonata di mezz’ora, unisce una richiesta di aiuto a un appello politico. Secondo quanto riportato da Axios, i due leader hanno discusso dell’invio di missili Tomahawk a lungo raggio e del potenziamento della difesa aerea ucraina con gli F-16 americani. Zelensky ha definito il colloquio “molto produttivo”.
Il contatto arriva in un momento difficile per Kiev. Negli ultimi giorni Mosca ha intensificato i raid sulle infrastrutture energetiche ucraine, lasciando senza luce 44 insediamenti nella regione di Odessa. L’esercito di Kiev ha però respinto nuovi assalti nel Donetsk e ripristinato la corrente in alcune aree di Kiev e lungo il fiume Dnipro.
Trump, che ha gestito in prima persona la mediazione sulla tregua a Gaza, potrebbe ora valutare un ruolo più attivo anche nel conflitto ucraino. L’invio dei Tomahawk, con una gittata di 2.500 chilometri, modificherebbe radicalmente gli equilibri militari, permettendo a Kiev di colpire fino a duemila obiettivi russi. “Ci sono buone opzioni per rafforzarci – ha spiegato Zelensky – e sono grato per la disponibilità americana.”
Sul fronte europeo, anche l’Unione Europea prepara nuove mosse a sostegno di Kiev. Al Consiglio europeo di fine ottobre verranno discussi due dossier chiave: la roadmap per la difesa comune, che include l’appoggio militare all’Ucraina, e l’uso degli asset russi congelati per finanziare il cosiddetto Prestito di Riparazione.
Bruxelles intende finanziare Kiev senza intaccare ulteriormente le risorse comunitarie. Superate le obiezioni legali della Banca Centrale Europea, restano i dubbi di alcuni Stati, in particolare del Belgio, che gestisce la maggior parte dei fondi bloccati di Mosca. La Commissione ha ribadito che non si tratta di “rubare” beni, come sostiene Viktor Orban, ma di usare le risorse garantendo la copertura finanziaria nel caso in cui la Russia non risarcisca i danni di guerra.
L’obiettivo è ottenere entro dicembre il via libera all’utilizzo degli asset, con il sostegno del G7 e dei 26 Paesi UE, nonostante l’opposizione prevista dell’Ungheria. Bruxelles punta inoltre a replicare questo schema per altri dossier legati al percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione.
Conclusione:
Zelensky tenta di trasformare la tregua di Gaza in un modello per la pace in Europa. Con l’appoggio di Trump e il sostegno dell’UE, l’Ucraina cerca di rafforzarsi militarmente e politicamente in vista dell’inverno, mentre la guerra con la Russia continua a colpire il cuore energetico del Paese.










