Nel messaggio alla nazione per la vigilia di Natale, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito la determinazione del Paese di fronte all’invasione russa, sottolineando che Mosca, “nonostante tutte le sofferenze inflitte”, non è in grado di colpire “ciò che più conta: il cuore ucraino, la fiducia reciproca e la nostra unità”.
Zelensky ha evocato anche il desiderio di molti ucraini di vedere la fine del leader russo, pur senza nominare direttamente Vladimir Putin, definendolo un “sogno condiviso” maturato dopo quasi tre anni di conflitto. Il presidente ha poi invitato a pregare per soldati, prigionieri, sfollati e per “tutti gli eroi caduti che hanno difeso l’Ucraina a costo della vita”.
Questo è il terzo anno in cui l’Ucraina celebra il Natale il 25 dicembre secondo il calendario gregoriano, in linea con l’Occidente e in rottura con la tradizione ortodossa russa del 7 gennaio.
Zelensky ha confermato che Kiev resta in stretto contatto con Washington riguardo al nuovo piano di pace in 20 punti elaborato nei colloqui di Miami. Il presidente ha dichiarato di attendere una risposta da Mosca alla proposta congiunta Usa-Ucraina, sottolineando che Kiev “non è mai stata e non sarà mai un ostacolo alla pace”.
Il piano prevede, tra l’altro, che l’Ucraina organizzi elezioni presidenziali subito dopo la firma dell’accordo e contempla il congelamento delle linee del fronte e la creazione di possibili zone demilitarizzate. Restano però divergenze su nodi sensibili quali il controllo dei territori occupati e la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, per la quale gli Stati Uniti propongono un’amministrazione congiunta con Ucraina e Russia, giudicata da Kiev “inappropriata”.
Sul capitolo NATO, il documento non richiede formalmente all’Ucraina di rinunciare all’adesione, lasciando la decisione all’Alleanza.
Il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha dichiarato che Russia e Stati Uniti hanno ora “opinioni molto simili” su una possibile cornice negoziale, pur precisando che ciò non significa che un accordo sia imminente.
Secondo il Financial Times e il New York Times, Zelensky sarebbe disposto a ritirare le truppe ucraine da alcune aree del Donetsk attualmente sotto controllo di Kiev, trasformandole in una zona demilitarizzata. In cambio, Mosca dovrebbe ritirare le proprie forze da un territorio di pari estensione nella stessa regione. L’area sarebbe sotto amministrazione ucraina e concepita come “zona economica libera”, una formula che rappresenterebbe – secondo Zelensky – un compromesso tra le richieste russe e il rifiuto di Kiev di cedere territorio.










