FIRENZE – Dopo 13 anni dall’ultima volta, Amanda Knox è tornata in un’aula di tribunale italiano per cercare di cancellare l’ultima macchia giudiziaria legata all’omicidio di Meredith Kercher. Nonostante la sua assoluzione definitiva per l’omicidio della studentessa inglese, avvenuto a Perugia nel novembre 2007, rimane ancora la condanna per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba.

La difesa di Amanda – Durante l’udienza presso la Corte d’assise d’appello di Firenze, Knox ha dichiarato: “Lui si prese cura di me, mi consolò dopo la perdita della mia amica. Mi dispiace che lui abbia sofferto ma non l’ho mai calunniato”. Tuttavia, i giudici toscani hanno ritenuto sufficienti le prove contenute in un memoriale scritto da Knox in inglese per confermare la sua colpevolezza, condannandola a tre anni di reclusione, già scontati durante il periodo di detenzione tra arresto e scarcerazione.

Alla lettura della sentenza, Amanda Knox è scoppiata in lacrime, esprimendo delusione e sorpresa. I suoi legali, Carlo Dalla Vedova e Luca Luparia Donati, hanno annunciato l’intenzione di presentare un nuovo ricorso in Cassazione. La speranza di Knox, giunta dagli USA con il marito Chris Robinson, era di “scagionare” definitivamente il suo nome.

Carlo Pacelli, avvocato di parte civile per Lumumba, ha commentato: “Knox non è una vittima ma una calunniatrice”. Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher, ha posto la domanda: “Per chi e per cosa ha calunniato?”.

Il nuovo processo per calunnia è stato disposto dalla Cassazione dopo che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha rilevato violazioni delle garanzie della difesa di Knox. Le dichiarazioni rese la notte del 6 novembre 2007 non potevano essere utilizzate come prova, rimanendo solo il memoriale scritto da Knox.

Dichiarazioni spontanee – Parlando in italiano, Amanda Knox ha chiesto umilmente di essere dichiarata innocente, sostenendo di non poter essere testimone contro Patrick Lumumba perché non sapeva chi fosse l’assassino. Ha ribadito di averlo detto agli investigatori, accusandoli di essere troppo occupati ad arrestare un innocente.

Patrick Lumumba ha accolto la sentenza come “giusta e meritata”, sottolineando il tradimento da parte di Amanda. “Eravamo amici – ha detto – ma non si pugnalano gli amici alle spalle. Amanda lo ha fatto e non mi ha chiesto scusa”.