La Russia ha lanciato un nuovo massiccio attacco contro l’Ucraina, colpendo infrastrutture civili ed energetiche in 13 regioni, tra cui Kiev e Odessa. Secondo Kiev, sono stati impiegati 650 droni e oltre 30 missili, causando morti e feriti, tra cui un bambino di quattro anni nella regione di Zhytomyr.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato Vladimir Putin di voler continuare a uccidere nonostante i negoziati di pace in corso. La risposta, secondo Zelensky, deve essere un aumento della pressione internazionale su Mosca per costringerla al dialogo.

Il ministero della Difesa russo ha definito l’offensiva una rappresaglia per i presunti attacchi ucraini contro raffinerie russe. I missili — compresi i Kinzhal ipersonici — sono arrivati alla vigilia di Natale, un tempismo che Zelensky ha definito “cinico”.

La Polonia ha messo in allerta la propria aeronautica per prevenire sconfinamenti, inviando caccia e attivando i sistemi di difesa e ricognizione.

Parallelamente, Zelensky ha incontrato i mediatori ucraini di ritorno dagli Stati Uniti, definendo “produttivo” il lavoro svolto con i rappresentanti di Donald Trump. Sono state preparate bozze di documenti, tra cui quello sulle garanzie di sicurezza per evitare una nuova invasione russa. Tuttavia, la “deadline” simbolica fissata da Trump per un’intesa entro Natale appare ormai irraggiungibile.

Intanto Putin, convinto di poter prevalere sul campo, sembra poco disposto a concessioni.

Kiev potrà contare sui 90 miliardi di euro approvati dall’Unione Europea per sostenere la resistenza. Zelensky ha discusso con la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, della necessità di mantenere alta la pressione diplomatica sulla Russia e di rafforzare la posizione dell’Ucraina ai negoziati nelle prossime settimane.