Chief of the General Staff of the Libyan Army, Mohammed Al-Haddad, speaks during the opening of a book fair in Tripoli, Libya Monday, April 21, 2025. (AP Photo/Yousef Murad)

Un jet privato libico è precipitato nella serata di ieri nei pressi di Ankara, causando la morte del capo di Stato Maggiore dell’esercito del governo di Tripoli, Mohammed Ali Ahmed Al-Haddad, e di altre quattro persone a bordo. L’aereo, un Falcon decollato dall’aeroporto di Ankara Esenboga alle 20:10 ora locale, ha perso il contatto radio dopo circa 42 minuti di volo, mentre era diretto a Tripoli.

Secondo quanto comunicato dal ministro dell’Interno turco Ali Yerlikaya, il velivolo aveva lanciato una richiesta di atterraggio di emergenza mentre sorvolava il distretto di Haymana, a sud della capitale. Poco dopo i contatti si sono interrotti. I rottami sono stati ritrovati a due chilometri dal villaggio di Kesikkavak, dopo un’esplosione avvistata da diverse emittenti locali.

Alle operazioni di ricerca hanno partecipato la gendarmeria, le forze armate turche e squadre di soccorso dei ministeri dei Trasporti e dell’Interno. La magistratura di Ankara ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause dell’incidente; tra le prime ipotesi, riportate da Cnn Türk, quella di un possibile guasto elettrico segnalato dal pilota.

Il generale Al-Haddad si trovava in visita ufficiale in Turchia, dove aveva incontrato il ministro della Difesa Yasar Guler, il capo di Stato Maggiore turco Selcuk Bayraktaroglu e altri alti ufficiali. Ankara mantiene da anni solidi rapporti con il governo di Tripoli, sostenendolo sul piano militare ed economico.

Il premier libico Abdul Hamid Dbeibah ha confermato la morte del generale definendo l’accaduto un “incidente” avvenuto durante il rientro dalla capitale turca.