La situazione epidemiologica in Italia mostra un aumento dei nuovi casi di Covid-19, con un incremento del 28,1% rispetto alla settimana precedente, portando il totale delle nuove infezioni a 34.319. Anche il numero dei decessi è in aumento, registrando 192 nuovi casi e un incremento dell’17,8% rispetto alla settimana scorsa. Gli ospedali vedono una leggera risalita dell’occupazione dei posti letto, mentre l’indice Rt si attesta a 0,93, ancora al di sotto della soglia epidemica di 1.
Sebbene i dati del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità indichino una situazione sotto controllo negli ospedali, il direttore generale della Prevenzione Sanitaria, Francesco Vaia, invita alla cautela e sottolinea la necessità di un maggiore impegno da parte delle Regioni nella comunicazione e nell’organizzazione della campagna vaccinale, soprattutto a difesa delle persone più vulnerabili.
Le vaccinazioni anti-Covid stentano a decollare in Italia, con solo il 3,12% della popolazione over 60 che ha ricevuto le dosi necessarie. Le Regioni con i tassi più alti di vaccinazioni per gli over 60 sono la Valle d’Aosta, la Toscana, l’Emilia Romagna e la Lombardia, mentre Abruzzo, Basilicata e Sicilia registrano le percentuali più basse.
L’incidenza dei contagi è in aumento, passando da 46 casi per 100.000 abitanti della scorsa settimana a 58 negli ultimi 7 giorni. Il Veneto registra i tassi più alti (130 casi per 100.000 abitanti), seguito da Piemonte e Lombardia. Gli ultranovantenni sono la fascia di età più colpita, con 132 casi ogni 100.000.
La variante EG.5 (Eris) continua a essere la più diffusa, responsabile di circa la metà dei contagi. Gli ultranovantenni registrano il maggior tasso di mortalità (44 ogni 100.000), mentre non si segnalano decessi sotto i 50 anni.
L’occupazione dei posti letto in area medica è al 6,7% (4.167 ricoverati), in aumento rispetto alla settimana precedente, mentre l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva è all’1,4% (122 ricoverati), in leggero aumento rispetto alla settimana scorsa. In generale, la pressione sul servizio sanitario rimane limitata, ma l’aumento dei casi richiede una risposta tempestiva e un maggior impegno nella campagna vaccinale per contenere la diffusione del virus.










