Molti saranno in vacanza ma riaccendete i motori. Entro il 9 gennaio scade la possibilità di avere nuovi fondi dedicati alle persone autistiche. Regioni e province autonome italiane  possono fare domanda.

In base “ad atti di programmazione degli interventi e specifica delibera di giunta”, si potranno chiedere risorse per finanziare specifici progetti dedicati a persone con questo disturbi dello spettro autistico.

In Italia il ministero della Salute stima che 1 bambino su 77 e con un’età compresa tra i 7-9 anni presenti un disturbo dello spettro autistico, con una prevalenza maggiore nei maschi: i maschi sono 4,4 volte in più rispetto alle femmine. Per Anffas, Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, le persone affette da disturbi dello spettro autistico si stimano pari all’1% della popolazione italiana, quasi 600.000 persone, anche se i dati e le ricerche sono disomogenee. Ogni anno circa 4000 bambini rischiano di rientrare nello spettro autistico.

Tra coloro che hanno un’età superiore ai 21 anni il 50% frequenta un centro diurno, ma il 21,7% non svolge nessuna attività. Tanto più nel Sud Italia, dove le strutture e i centri sono presenti con numeri molto limitati. E la mancata socializzazione non fa che peggiorare la condizione di chi è affetto dalle varie possibili sindromi (sindrome di Asperger, sindrome di Heller, sindrome di Rett, disturbo pervasivo dello sviluppo, tra le più note)

Con questi nuovi fondi lo Stato destina agli enti che che ne faranno domanda, e potranno far attuare i progetti da soggetti pubblici e privati, 100 milioni di euro: 50 milioni per l’anno ancora in corso e 50 milioni per l’anno 2023.

Il Fondo si chiama “Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità” e finanzia interventi e progetti aggiuntivi rispetto a quelli già previsti dalla programmazione socio sanitaria territoriale. Le nuove risorse sono destinate all’assistenza ai ragazzi che hanno un’età inferiore ai 21 anni e possono essere usati anche per percorsi dedicati. Le iniziative potranno anche essere in favore dei centri diurni per disabili, spiega il ministero della Disabilità.

Ma attenzione: le risorse non si potranno ricevere in un’unica soluzione (i progetti possono decorrere nel tempo ed essere avviati anche nel 2023) e verranno monitorati i progetti per valutare la concreta attuazione delle iniziative finanziate.

Se le risorse vengono erogate nel 2023 queste possono essere spese anche negli anni seguenti, a patto che vi sia una programmazione della spesa, inserita in un modulo di cronoprogramma che accompagni la presentazione delle domande.

Le persone affette da autismo in Italia sono circa 600.000 diventano ma 3 milioni i soggetti, tra famiglie e individui coinvolti, che hanno a che fare direttamente col settore.

L’autismo è un disturbo complesso del neurosviluppo che coinvolge principalmente il linguaggio, la comunicazione e l’interazione sociale, ma che ha inevitabilmente ricadute e conseguenze biologiche e sotto il profilo della salute ad ampio raggio.