Le forze russe hanno sfondato le linee ucraine nella città di Pokrovsk, nel Donetsk, approfittando delle difficili condizioni meteo per avanzare tra le macerie di una città devastata dalle bombe. Oltre 300 soldati russi sarebbero già penetrati nel centro urbano, mentre l’Ucraina ammette di trovarsi di fronte a una delle battaglie più decisive del fronte orientale.

La situazione è critica anche nel sud, dove Kiev ha annunciato il ritiro da cinque insediamenti nella regione di Zaporizhzhia, per l’intensificarsi degli attacchi russi e per proteggere la vita dei propri militari.

Durante una visita a Kherson, nel terzo anniversario della liberazione della città, il presidente Volodymyr Zelensky ha riconosciuto che «la situazione rimane difficile», pur rivendicando «progressi a Kupyansk» e il continuo «impegno dei soldati nel distruggere gli occupanti». Tuttavia, le immagini dei convogli russi a Pokrovsk mostrano la dura realtà di un fronte in affanno.

Secondo fonti ucraine, Mosca avrebbe concentrato circa 150.000 soldati nell’offensiva per conquistare la città. Analisti militari parlano di una manovra a tenaglia che rischia di chiudere Pokrovsk in un accerchiamento totale. La sua caduta aprirebbe ai russi la strada verso Kramatorsk e Sloviansk, gli ultimi bastioni ucraini del Donetsk, e potrebbe segnare un punto di svolta nella guerra per il controllo del Donbass, obiettivo prioritario di Vladimir Putin.

Sul fronte diplomatico, la situazione resta ferma. L’assenza di progressi nei negoziati ha portato a un’escalation militare: i servizi segreti russi (FSB) hanno rivendicato attacchi con missili ipersonici Kinzhal contro un centro di spionaggio vicino a Kiev e una base aerea con jet F-16, parlando di una “rappresaglia” per una presunta provocazione ucraina. Mosca sostiene infatti di aver sventato un piano di Kiev per dirottare un caccia Mig-31 russo, offrendo tre milioni di dollari ai piloti disposti a collaborare. Le accuse, tuttavia, non sono verificabili in modo indipendente.

Intanto, i civili pagano il prezzo più alto: migliaia di persone nelle regioni di Zaporizhzhia, Dnipropetrovsk e Odessa sono rimaste senza elettricità dopo nuovi bombardamenti. Di fronte a un nuovo inverno di guerra, Zelensky continua a invocare il sostegno degli alleati, mentre emergono tensioni anche sul piano diplomatico.

Secondo il Kyiv Post, l’amministrazione Trump starebbe cercando di rimuovere dal testo di una risoluzione ONU i riferimenti all’“integrità territoriale” dell’Ucraina e al termine “aggressione”, provocando la protesta di Kiev e la reazione dei diplomatici europei, che chiedono a Washington di fare marcia indietro prima del voto previsto a dicembre.