Incendio ieri sera all’istituto minorile Beccaria dopo che sette reclusi erano scappati. Quattro gli agenti di Polizia penitenziaria portati in ospedale dopo essere rimasti intossicati dal fumo delle fiamme per l’incendio appiccato ad alcuni materassi. Due dei sette evasi sono stati presi. Gli agenti hanno 25, 26, 27 e 34 anni e sono tutti stati portati tutti all’ospedale San Carlo, nessuno in condizioni gravi.

Il fuoco  è stato spento dai vigili del fuoco. I sette giovani detenuti del carcere, tutti tra i 17 ed i 19 anni, forse approfittando di lavori in corso da tempo nel penitenziario o dei ranghi ridotti della polizia penitenziaria nel giorno di Natale, sono evasi ieri attorno alle 16,30, sembrerebbe attraverso un varco nel muro, in due sono già stati riportati nel penitenziario. Per gli altri cinque sono in corso ricerche. Per la gravità dell’evasione sono rientrati in servizio tutti gli agenti reperibili, e domani sono in arrivo, mandati dal ministero di Via Arenula, i vertici del Dipartimento della giustizia minorile, tra i quali il direttore generale Giuseppe Cacciapuoti. Il leader della Lega Matteo Salvini si è detto “sconcertato” per questa fuga. Anche per il sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari, senatore leghista, l’ evasione “è sconcertante”.  Negli istituti minorili, per ragioni connesse anche al sovraffollamento penitenziario nelle carceri, l’età dei detenuti – ricorda il segretario della Uilpa Gennarino De Fazio- “può arrivare fino 25 anni.  Molte delle problematiche che investono le carceri – sottolinea il sindacalista – si ritrovano anche negli istituti penali per minorenni. In particolare, sono in vorticoso aumento i casi d’aggressione agli operatori, di sommosse e, come in questo caso, di evasione. Ciò è evidentemente imputabile a una serie di fattori”, tra cui appunto “l’innalzamento del limite d’età. Da tempo ripetiamo che il sistema d’esecuzione penale va ripensato e che vanno riorganizzati e potenziati il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Auspichiamo – conclude De Fazio – di poterci presto confrontare con il Ministro della Giustizia e i Sottosegretari delegati per la ricerca di un percorso riformatore e soluzioni concrete che vadano al di là dei meri proclami”.