Il possibile ritorno del condono edilizio del 2003, riproposto tramite un emendamento alla manovra, irrompe nella campagna elettorale in Campania e scatena un acceso confronto tra maggioranza e opposizioni.

Mentre Fratelli d’Italia rilancia la sanatoria e promette che, in caso di vittoria, la Regione sarà la prima a recepire le nuove norme, nel centrodestra emergono dubbi: il vicepremier Antonio Tajani invita alla prudenza, sostenendo che ogni situazione vada valutata “caso per caso” senza posizioni ideologiche.

Le opposizioni attaccano duramente il governo, denunciando quello che definiscono un “annuncio acchiappa-voti”. Il M5s parla di “scollamento dalla realtà”, con Giuseppe Conte che definisce la proposta “pazzesca”. Per il candidato governatore del centrosinistra, Roberto Fico, il condono è “segno di disperazione” e non affronta il vero problema: garantire il diritto alla casa. Il Pd parla invece di “resa alla legalità”, ricordando i rischi dell’abusivismo, aggravati da frane e alluvioni che mettono a rischio intere comunità.

Duro anche Matteo Renzi, che accusa il governo Meloni di praticare “voto di scambio” e definisce “scandaloso” il silenzio della premier, secondo Angelo Bonelli dettato dal fatto che “quel condono lo vuole eccome”.

A favore della sanatoria si schiera apertamente il candidato del centrodestra Edmondo Cirielli, che promette un recepimento immediato se eletto presidente della Regione, ricordando come in passato la giunta Bassolino non adottò il condono lasciando irrisolti migliaia di casi.

Resta però incerto il percorso parlamentare della misura: il condono dovrà superare i vagli tecnici e politici e solo martedì, in commissione Bilancio al Senato, si capirà se rientrerà tra i 414 emendamenti “segnalati”, destinati a un esame prioritario. In discussione anche altri interventi sull’edilizia, tra cui i controlli sugli immobili non censiti e l’aumento dei fondi per le demolizioni delle opere abusive.