La presentazione della 79ª edizione del Festival di Cannes ha suscitato reazioni contrastanti, soprattutto in Italia. Durante la conferenza stampa a Parigi, il delegato generale Thierry Fremaux ha citato lo scrittore Erri De Luca tra gli attori del film in concorso La Vie d’Une Femme di Charline Bourgeois-Tacquet, interpretato da Léa Drucker. Un dettaglio che ha strappato qualche sorriso, ma che non basta a compensare l’assenza del cinema italiano dalla selezione ufficiale.
Dopo anni di presenza costante e significativa, infatti, l’Italia resta fuori dal concorso principale, segnando una battuta d’arresto che non si registrava dal 2017. Negli anni successivi, il nostro Paese aveva portato sulla Croisette nomi di primo piano come Matteo Garrone, Alice Rohrwacher e Marco Bellocchio, fino alle partecipazioni più recenti di Nanni Moretti, Mario Martone e Paolo Sorrentino.
Fremaux ha ridimensionato le polemiche, spiegando che la selezione non ha individuato film italiani ritenuti all’altezza della competizione, sottolineando però come si tratti di una situazione temporanea: “Può succedere, e i film torneranno”. Ha inoltre ribadito il forte legame tra Cannes e il cinema italiano, definendolo una realtà vitale e in continua evoluzione.
Il direttore ha infatti evidenziato come il festival sia sempre più aperto alle nuove generazioni di cineasti italiani, citando in particolare la vivacità della scena napoletana e il lavoro di autori affermati e produttori emergenti, tra cui Valeria Golino e Nicola Giuliano.
Con una nota ironica, Fremaux ha infine paragonato l’assenza italiana a quella della Nazionale di calcio ai Mondiali, invitando però a guardare al futuro con fiducia: anche la Francia ha attraversato lunghi periodi difficili prima di tornare a vincere.
Nonostante la delusione, dunque, Cannes lascia aperta la porta al cinema italiano, nella convinzione che presto tornerà protagonista sulla scena internazionale.










