Lunedì mattina, nei palazzi di Parigi, regnava un’atmosfera surreale dopo il terremoto politico che ha scosso la Francia. Marine Le Pen è in attesa fuori dal “portone del potere”, mentre all’interno del governo c’è un’attività frenetica per evitare un tracollo nelle prossime settimane.

Emmanuel Macron, definito un tempo come un novello Napoleone, ha perso tutto in un colpo solo: la maggioranza parlamentare, il governo e il sostegno del suo partito. Ora, secondo i suoi alleati, è già proiettato verso una coabitazione con Jordan Bardella del Rassemblement National (RN), uno scenario impensabile fino a pochi giorni fa.

In un tentativo disperato di salvare il salvabile, Macron ha nominato Thierry Breton come commissario europeo, conscio che presto non avrebbe più avuto il potere di farlo. La possibilità di una coabitazione con Bardella al governo è evocata anche da Le Monde, che immagina i due seduti accanto durante la Festa nazionale del 14 luglio.

Il Nuovo Fronte Popolare, una coalizione di sinistra, dovrebbe formare un Fronte Repubblicano contro l’estrema destra. Tuttavia, Jean-Luc Mélenchon ha dichiarato che non appoggerà mai il RN, rifiutando di ritirare i candidati della sinistra arrivati al terzo posto.

I Républicains, orfani del presidente Eric Ciotti che ha vinto con Le Pen, non sembrano intenzionati a fare fronte comune contro il RN. Nel campo di Ensemble, la coalizione di Macron, si evita di pronunciare l’imperativo “sempre e ovunque” contro il RN.

Macron ha avvertito i suoi ministri che l’estrema destra è pronta a raggiungere le massime cariche dello Stato. Tuttavia, manca un chiaro invito a ritirarsi in ogni circostanza contro il RN. La maggioranza macroniana è diffidente verso la sinistra de La France Insoumise, senza adottare una posizione equidistante tra Le Pen e Mélenchon.

Solo una desistenza comune tra destra moderata, centro e sinistra può impedire al RN di raggiungere la maggioranza assoluta di 289 seggi. Tuttavia, Macron sembra prepararsi alla coabitazione, consapevole che il partito di Le Pen ha già un piede a Matignon, la sede del primo ministro. Jordan Bardella, che ha chiesto la maggioranza assoluta per cambiare il Paese, ora mostra un atteggiamento più pragmatico, pronto ad assumersi le responsabilità davanti ai francesi se il RN non raggiungerà i 289 seggi necessari.

La situazione politica in Francia è estremamente fluida e confusa. Il Fronte Repubblicano ancora non esiste e restano poche ore per rimetterlo in piedi. Macron e il suo governo affrontano una sfida storica mentre l’estrema destra di Marine Le Pen è più vicina che mai al potere.