Sindaco, mi dispiace. Dobbiamo tornare su considerazioni già fatte più volte invano. Le riproponiamo una sequenza che purtroppo abbiamo già raccontato su queste colonne. Una sequenza che ben riassume l’approccio alla realtà della sua amministrazione. Sembra che viviate tutti su una nuvola e che la città, sotto il Campidoglio viva su un altro pianeta. Parlate della città in quindici minuti, millantate una efficienza che non esiste (vedi la storia della carta d’identità elettronica, giocate con la salute dei cittadini vendendo una idea di green zone sulla quale avete già messo una pietra sopra. E ancora il traffico, i rom che svuotamo indisturbati i cassonetti, i vigili. Ecco una delle cose che fanno imbestialire  i romani. Le presentiamo prima di tutto una scena. Una lunga via di scorrimento . Arteria fondamentale di collegamento tra due quadranti importanti della capitale.ricchissima di negozi. La percorriamo praticamente a passo d’uomo, un paio di chilometri. C’’è Una sola corsia disponibile , da una parte e dall’altra una serie ininterrotta di macchine in seconda fila. Ne abbiamo contate 175,  un n umero importante.  E’ giorno pieno, negozi aperti. Sbuchiamo in un rettilneo,  dove stanno attivando il solito autovelox. I vigili sono in quattro, con tutta calma hanno finito di sistemare il cartello di avviso per gli automobilisti prima di sedersi comodamente sulla macchina di servzio.  Ci stanno complessivamente un’ora abbondante, quando ripassiamo non ci sono già più. Gli automobilisti sanno per esperienza che su quella strada, nelle ore intermedie della giornata, la possibilità di incappare nell’autovelox è consistente. Vanno tutti piano, difficilmente in quell’appostamento avranno fatto più di un paio di rilevazioni.
Ma riannodiamo il nastro. E quelle 175 macchine da multare, una dopo l’altra, a poche centinaia di metri di distanza? Non conosciamo fortunatamente il costo di una multa per sosta in doppia fila, ma certamente per le casse del Comune sarebbe stato più proficuo incassare quelle che spendere inutilmente la presenza di due pattuglie di vigili per gestire un autovelox  a perdere. E veniamo al ragionamento. Le multe non le fa nessuno, le infrazioni stradali sono decine di migliaia al giorno. Non ci sono uomini sufficienti? E quelli dell’autovelox? Qualcuno li ha comandati ad occuparsi degli automobilisti che superano i limiti di velocità. Ben sapendo che a Roma nella maggior parte delle strade non si può correre per via del traffico che costringe tutti a passo d’uomo. Non potevano essere impiegati, quei quattro vigili a scardinare il sistema delle auto in doppia fila in quella strada sfortunata? Quante multe avrebbero potuto fare in quell’ora di ozio accanto al trespolo dell’autovelox? Si dirà che quel comandante aveva avuto ordini superiori,  che quei vigili hanno fatto quello che a loro era richiesto. Ma allora di chi è la colpa? Del comandante del comandante, del capo di tutti che ha ordinato alla sua truppa di essere visibile in quel modo. E allora paghi  Mario De Sclavis (lo ha messo lei al posto di comando, vero?), lo rimuova, metta qualcuno in grado di fare gli interessi della città. Se lei fosse bloccato da una macchina messa in mezzo alla strada invocherebbe un vigile, invocherebbe qualcuno che le desse giustizia,  soddisfazione. Superare di cinque, dieci km all’ora il limite sotto lo sguardo impietoso dell’autovelox e pagare una multa salata fa solo rabbia.