Il governo ha fatto partire una prima complessa ricognizione per il reperimento dei fondi da utilizzare per i nuovi aiuti alle famiglie ed alle imprese contro il caro energia.

Ma al momento non c’è ancora una idea precisa su come recuperare i soldi necessari dopo un intervento pesante fatto con il decreto aiuti bis di oltre 14 miliardi di euro. E’ certo che non si interverrà con uno scostamento. Inoltre, sono due i parametri da valutare: il costo delle bollette e le modalità del loro pagamento e qualsiasi intervento riguarderà comunque il quarto trimestre dopo le misure di calmierazione decise nei precedenti provvedimenti. Nello specifico si stanno esaminando tutti i possibili interventi, d’intesa con gli operatori del settore. Il governo è pronto a valutare anche le proposte che vengono dalla politica, ma ipotizzare da ora interventi massicci non è possibile.  Sul credito d’imposta per le imprese energivore e gasivore, che è in vigore fino a settembre, si valutano due ipotesi: o la proroga fino al termine dell’anno o un aumento dell’aliquota. Probabilmente saranno prorogati gli sconti sui carburanti in scadenza il 20 settembre, mentre ci sarebbero diversi dubbi sulla possibilità di un intervento per la cassa integrazione a favore dei lavoratori delle imprese che devono fermare o ridurre la produzione a causa del caro energia. Sul versante delle famiglie potrebbe essere potenziata la rateizzazione delle bollette. Per soddisfare le richieste e le aspettative dei partiti servirebbero almeno una ventina di miliardi aggiuntivi e le nuove entrate tributarie  potrebbero assicurare, forse, solo alcuni miliardi. Tra le ipotesi c’è ancora chi insiste sull’aumento della tassa sugli extraprofitti delle imprese dell’energia. Infine, si parla di un nuovo decreto, ma anche di un emendamento proprio al dl aiuti bis che dovrebbe arrivare in Aula al Senato, per la conversione in legge, il 6 settembre.