Nuovo capitolo nel caso dei cosiddetti “bimbi del bosco”. Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha disposto a sorpresa l’allontanamento della madre dai figli e il trasferimento dei minori dalla casa famiglia in cui si trovano da circa quattro mesi. La decisione è arrivata proprio nel giorno in cui sarebbero dovute iniziare le perizie psicologiche sui bambini, riaccendendo il dibattito pubblico e politico sulla vicenda.

La scelta dei giudici ha suscitato forti reazioni, a partire dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sui social ha criticato duramente la decisione. Secondo la premier, i figli “non sono dello Stato ma dei genitori” e uno Stato che pretende di sostituirsi alla famiglia rischia di oltrepassare i propri limiti. Meloni ha espresso solidarietà alla famiglia, parlando di una catena di decisioni che avrebbe finito per isolare i bambini dai genitori.

Il caso riguarda una coppia anglo-australiana che aveva scelto di vivere in modo neorurale in un’area boschiva dell’Abruzzo. La vicenda è diventata nel tempo oggetto di attenzione giudiziaria e mediatica, fino alla sospensione della responsabilità genitoriale decisa nei mesi scorsi.

La decisione del tribunale ha provocato anche reazioni politiche. La Lega ha chiesto un’ispezione urgente al Ministero della Giustizia, mentre il deputato Rossano Sasso ha annunciato un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro Carlo Nordio e alla ministra Eugenia Roccella per chiarire le ragioni del provvedimento.

Parallelamente prosegue l’istruttoria avviata dal ministero della Giustizia, che per ora si concentra sull’esame della documentazione ma potrebbe portare anche all’invio di ispettori presso il tribunale. Nel frattempo la garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni ha chiesto di sospendere il trasferimento dei minori e ha manifestato l’intenzione di incontrarli insieme a consulenti indipendenti.

Dura la reazione anche dei legali della famiglia, che giudicano il provvedimento “macroscopicamente errato” e temono nuove conseguenze psicologiche per i bambini, già allontanati due volte in pochi mesi. Secondo i difensori e alcuni consulenti, tra cui lo psichiatra Tonino Cantelmi, il trasferimento potrebbe rappresentare un ulteriore trauma per i minori.

Il tribunale, dal canto suo, descrive la madre come ostile nei confronti delle istituzioni e sostiene che la sua diffidenza influenzerebbe anche i bambini, che avrebbero espresso il desiderio di tornare a casa. Una vicenda complessa che continua a dividere opinione pubblica, politica e mondo giudiziario.