La Commissione Giustizia del Senato ha compiuto un passo significativo eliminando il reato di abuso d’ufficio con l’approvazione dell’articolo 1 del ddl Nordio. Sebbene la presidente della Commissione, Giulia Bongiorno, sottolinei che si tratta solo di un primo passo, sembra che l’accordo in maggioranza sia solido.
Bongiorno si dichiara soddisfatta per aver ottenuto l’impegno degli alleati a istituire un tavolo per rivedere tutti i reati contro la Pubblica Amministrazione. La decisione di cancellare l’abuso d’ufficio anziché riformarlo è stata motivata dal rischio che gli amministratori pubblici potrebbero essere accusati di reati più gravi come la corruzione, rendendo necessario un riesame completo della materia.
La maggioranza e Italia Viva, con Ivan Scalfarotto, hanno approvato l’articolo 1 respingendo tutti gli emendamenti del centrosinistra. Tuttavia, il resto dell’opposizione ha votato contro, contestando l’abolizione dell’abuso d’ufficio. Il capogruppo Pd in Commissione, Alfredo Bazoli, prevede che l’Italia sarà costretta a reintrodurre il reato quando sarà approvata la direttiva sull’abuso d’ufficio, evitando contrasti con l’Europa.
Il senatore M5S Roberto Scarpinato critica il ddl definendolo “surreale e inquietante”, mentre Azione, rappresentata dal deputato Enrico Costa, esulta per l’abrogazione dell’abuso d’ufficio. Anche la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano (FI), e il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, esprimono soddisfazione.
Il ministro Nordio elogia l’abolizione definendo l’abuso d’ufficio un “reato evanescente” e prevede un impatto positivo sull’economia, auspicato anche dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Inoltre, la Commissione trasforma in ordine del giorno l’emendamento che propone di riformare la legge Severino, cancellando la sospensione di un pubblico amministratore senza sentenza di condanna definitiva. Il Governo conferma l’impegno su questa riforma.










