VITERBO -Quest’anno Babbo Natale si è ridotto all’ultimo. Ad oggi solo un italiano su tre ha completato gli acquisti per i regali, e fino a venerdì – Vigilia di Natale – quasi 26 milioni di persone andranno a caccia degli ultimi doni da mettere sotto l’albero, per una spesa prevista di 3,3 miliardi. A stimarlo è la Confesercenti, sulla base di un sondaggio suiconsumatori condotto per l’associazione da IPSOS. Per il commercio si tratta di giornate clou, che valgono metà delle feste: tra entro venerdì gli italiani spenderanno infatti il 54% del budget prefissato per i doni, quest’anno in media di 238 euro a persona. Ad aver completato gli acquisti è stato infatti solo il 40%, mentre il 60% approfitterà proprio di questi ultimi giorni prima delle feste per completare i regali prefissati o prendere un ultimo dono per un parente, un amico o un collega che era ‘sfuggito’. Le giornate da ‘bollino rosso’ saranno oggi, mercoledì 22 dicembre e domani, giovedì 23, che vedranno andare a caccia d’acquisti rispettivamente il 21,7% ed il 25% di chi ancora non ha finito. Ma c’è anche un 14% che pensa di completarli venerdì, a ridosso dell’inizio ufficiale delle festività. Complessivamente, saranno quasi 16 milioni gli italiani che progettano di terminare i regali negli ultimi tre giorni (22, 23 e 24 dicembre), spendendo 1,8 miliardi di euro. Una concentrazione che, è l’auspicio dei commercianti, accelererà il ritmo delle vendite natalizie. In particolare, si apre un periodo favorevole per i negozi di prossimità del retail fisico, dove i consumatori possono entrare subito in possesso del regalo acquistato, mettendosi al riparo da possibili ritardi nelle spedizioni a pochi giorni dalle feste. La velocità d’acquisto del canale fisico è un vantaggio che i clienti sembrano intenzionati a sfruttare: il 60% degli intervistati progetta di acquistare nei prossimi giorni sia online che in un negozio, il 30% solo in un negozio e appena il 10% si servirà esclusivamente del canale online.
Tra i regali dell’ultimo minuto, libri e capi d’abbigliamento sono senz’altro i più gettonati, indicati per un acquisto rispettivamente dal 41 e dal 40%. Seguono i prodotti di profumeria (36%), i regali gastronomici (28%) e – ovviamente – giochi e giocattoli, nella lista del 27% degli intervistati. Seguono vini (24%) e prodotti tecnologici (23%) e accessori moda.
Intanto l’incertezza frena il turismo delle feste, e lascia vuote 6 camere su 10. Le criticità emerse nell’ultimo periodo, a partire dalla ripresa dei contagi, si fanno sentire sull’industria turistica italiana. E se per ora il fenomeno delle cancellazioni appare circoscritto, si segnala un forte rallentamento delle nuove richieste di servizi, soprattutto da parte della domanda straniera. Tanto che nel periodo delle festività le strutture ricettive dovrebbero registrare un tasso di occupazione medio delle camere pari solo al 40%. È quanto emerge dall’indagine realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze, per conto di Assoturismo Confesercenti, su un campione di 1.332 imprenditori della ricettività. Complessivamente per le imprese del turismo le festività natalizie 2021/2022 saranno meno drammatiche delle precedenti, condizionate da restrizioni e lockdown di Capodanno, ma appaiono comunque deludenti rispetto alle attese iniziali. In base alle informazioni raccolte, si stima che saranno circa 14,6 milioni i pernottamenti nelle strutture ricettive italiane durante il periodo delle festività, contro i quasi 17 milioni che si registravano prima della pandemia.Ad essere ampiamente maggioritaria sarà la domanda italiana (85%), mentre le presenze degli stranieri rimangono al palo, con un totale di circa 2,2 milioni di pernottamenti, concentrati soprattutto nelle città d’arte e in montagna, in particolare nelle strutture alberghiere a 4/5 stelle. Il flusso nei giorni del Natale sarà il 25% di quello dell’intero periodo; tra Capodanno e l’Epifania si registrerà il rimanente 75%. Un trend sostanzialmente analogo è previsto per le strutture alberghiere ed extralberghiere, per le quali si stima un tasso di occupazione camere rispettivamente del 40,6% e del 39,4%. Gli andamenti, però, sono fortemente differenziati per tipologia di destinazione ed area geografica. Sono proprio le aree di montagna ad avere le prospettive migliori: i tassi di occupazione delle località montane dovrebbero attestarsi al 60%, circa 20 punti sopra la media nazionale. Anche per le città d’arte e per le aree termali i tassi di occupazione dovrebbero registrare valori al di sopra della media italiana, rispettivamente il 49,6% e il 46%. Relativamente bene anche località dei laghi, con una saturazione delle camere disponibili stimata al 40,6%.
“Ci auguriamo che in questi giorni, fino alla vigilia di Natale gli acquisti contribuiscano a far risollevare i problemi di crisi provocati dalla pandemia e che, in particolare, vengano preferiti i negozi di prossimità – afferma Vincenzo Peparello, presidente della Confesercenti di Viterbo e responsabile regionale Area Turismo – Dopo un’estate e un autunno positivi – aggiunge, a proposito del turismo – l’inverno ha portato purtroppo una netta inversione di tendenza a causa della ripresa dei contagi e continua ad avere un impatto pesantissimo sulla domanda estera, cancellando circa un milione di pernottamenti..Tra cancellazioni e rallentamento delle prenotazioni, tutti i comparti, dalle agenzie di viaggio agli alberghi, dai servizi turistici alle guide, stanno tornando in sofferenza: sarà necessario intervenire, rinnovando e prolungando i sostegni alle imprese e le tutele per i lavoratori”.