La sera di martedì 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma, un gruppo di giovani ha intonato cori fascisti e inni al Duce all’interno della sede di Fratelli d’Italia di Parma, in Borgo del Parmigianino, nel centro storico della città. I locali sono utilizzati una volta alla settimana anche dal movimento giovanile del partito, Gioventù Nazionale.

Il gruppo, ignaro di essere ripreso da un passante, ha cantato la canzone “Me ne frego”, tra cui il verso “Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà… Duce, Duce!”. Il video, diffuso online, è rapidamente diventato virale, innescando una dura polemica politica a livello nazionale.

Le prime conseguenze interne non si sono fatte attendere: la federazione provinciale di Gioventù Nazionale Parma è stata commissariata dai vertici regionali e il coordinatore provinciale Jacopo Tagliati è stato rimosso. “Siamo intervenuti prima ancora che il video fosse diffuso dai media”, ha dichiarato Stefano Cavedagna, europarlamentare e portavoce nazionale del movimento giovanile di Fratelli d’Italia.

Nel frattempo, la Procura di Parma ha aperto un fascicolo conoscitivo, attualmente classificato come modello 45 (senza ipotesi di reato né indagati), affidando le indagini alla Digos. “Siamo nella fase esplorativa – ha spiegato il procuratore capo Alfonso D’Avino – dobbiamo verificare la veridicità dei fatti e capire se possano configurare un reato.”

Sul piano politico, le reazioni sono state immediate. Il sindaco di Parma, Michele Guerra, ha condannato duramente l’episodio:

“I valori di questa città sono totalmente opposti a quelli propagandati da chi inneggia al Duce. Parma non accetterà mai la squallida propaganda di un passato orrendo.”

Anche il centrosinistra ha espresso indignazione. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha chiesto una presa di posizione netta da parte della premier:

“È un fatto grave. Attendiamo che Giorgia Meloni si dissoci pubblicamente, o sceglierà di tacere anche stavolta?”.

Da Fratelli d’Italia è arrivata la replica del deputato Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo del partito:

“Da noi chi sbaglia paga. Gioventù Nazionale ha commissariato la sezione di Parma prima che il video circolasse. Non c’è spazio per nostalgie totalitarie.”

In serata, il collettivo Azione Antifascista ha organizzato un presidio di protesta a pochi metri dalla sede del partito, con circa un centinaio di partecipanti, tenuti a distanza dalle forze dell’ordine.

La città di Parma si ritrova così al centro di una bufera politica e giudiziaria che riaccende il dibattito sul ritorno di simboli e linguaggi del fascismo nella vita pubblica italiana.