La Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro record di oltre 1,2 miliardi di euro in azioni ordinarie della Davide Campari Milano, detenute dalla Lagfin, holding di diritto lussemburghese che controlla il 51,8% del gruppo noto per i suoi aperitivi e liquori.
Il provvedimento, disposto dalla Procura di Monza guidata dal procuratore Claudio Gittardi, è stato eseguito dopo la chiusura della Borsa e rientra in un’inchiesta per “dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici”. Lagfin e i suoi rappresentanti legali sono indagati ai sensi della normativa sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.
L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Gdf di Milano e coordinata dal pm Michele Trianni, trae origine da una verifica fiscale effettuata tra il 2023 e il 2024 sulla filiale italiana della holding. Gli accertamenti si concentrano su un’operazione di fusione per incorporazione del 2019, con cui Lagfin aveva assorbito Alicros, la cassaforte della famiglia Garavoglie e principale azionista di Campari.
Secondo gli investigatori, al momento della fusione non sarebbero state dichiarate plusvalenze da “exit tax” per oltre 5,3 miliardi di euro. Tali somme, maturate in capo alla società italiana incorporata, non sarebbero state tassate nonostante il trasferimento fiscale all’estero delle attività, come previsto dalla normativa tributaria.
L’inchiesta ipotizza che, tramite complesse operazioni societarie, il gruppo abbia solo formalmente trasferito gli asset da una società italiana a una “branch domestica” creata ad hoc, mantenendo però la gestione effettiva all’estero.
Il sequestro, pari a 1.291.758.703,34 euro, è stato eseguito mediante il blocco delle azioni Campari fino alla concorrenza dell’importo corrispondente all’imposta non versata. La cifra equivale a circa il 16% del capitale della società, che ha chiuso la giornata di Borsa a 6,03 euro per azione, per una capitalizzazione complessiva di circa 7,4 miliardi di euro.
L’operazione rappresenta uno dei più grandi sequestri fiscali mai effettuati in Italia nel settore societario internazionale.










