Domenica, a Turnberry (Scozia), si terrà un incontro cruciale tra Donald Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per tentare di chiudere l’estenuante negoziato sui dazi commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea. Sarà il primo bilaterale ufficiale tra i due leader da quando Trump è tornato alla Casa Bianca.
Von der Leyen ha confermato la trasferta, evitando di recarsi a Washington prima di avere una bozza di accordo solida. Il documento, già esaminato dalla Commissione, prevede una riduzione dei dazi al 15%, una soglia ritenuta accettabile dalle capitali europee. “Ho avuto una buona conversazione con Trump, ci vedremo in Scozia per rafforzare le relazioni commerciali transatlantiche”, ha scritto la presidente su X.
Il negoziato resta però complesso. Trump ha dichiarato che “l’intesa c’è al 50%” e che non ci sono margini su acciaio e alluminio, dove i dazi resterebbero al 50%. Le trattative si concentrano ora su altri settori strategici come automotive, agroalimentare, alcolici, dispositivi medici e legname. Per l’Europa è fondamentale che le tariffe sull’automotive scendano dal 27,5% al 15%, includendo anche il 4,8% legato alla clausola della “Nazione più favorita”.
Un altro nodo riguarda i farmaci e il pacchetto di contromisure europee, pronte a scattare dal 7 agosto in assenza di un accordo. Sul tavolo ci sarà anche la revisione delle esenzioni settoriali e il futuro delle tariffe sui prodotti europei.
Von der Leyen, accompagnata dal commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic, cercherà di difendere i principi del libero scambio e la solidità delle partnership transatlantiche. Trump, però, mantiene una linea dura, annunciando nuovi dazi verso Paesi terzi e minacciando un mancato accordo con il Canada.
L’incontro scozzese potrebbe rappresentare una svolta, ma l’intesa resta ancora incerta e il negoziato potrebbe richiedere ulteriori passi prima di una conclusione definitiva.










