Grave incidente questa mattina a Napoli, nel quartiere collinare dell’Arenella, dove tre operai hanno perso la vita precipitando da un montacarichi a circa venti metri di altezza. Le vittime – Vincenzo del Grosso, 54 anni, Ciro Pierro, 62, e Luigi Romano, 67 – stavano lavorando al rifacimento del tetto di un edificio di sette piani quando il cestello su cui si trovavano si è ribaltato, facendoli cadere nel vuoto.
Inutili i soccorsi: i tre operai sono morti sul colpo. La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per verificare eventuali responsabilità, con particolare attenzione alla stabilità della struttura del montacarichi e al rispetto delle norme di sicurezza. Sul cestello, oltre ai tre lavoratori, era presente anche un rotolo di bitume che potrebbe aver contribuito al cedimento.
L’episodio ha suscitato indignazione e dolore. “Il lavoro non può diventare un rischio mortale. Basta con le morti bianche”, ha dichiarato l’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia. Anche i sindacati hanno espresso rabbia: “La sicurezza non può essere considerata un optional. Servono più controlli”, ha affermato Giuseppe Mele della Fillea Cgil.
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha definito la giornata “di grande dolore”, sottolineando la necessità di “più sicurezza, più controlli e più formazione”.
La tragedia di Napoli si aggiunge a un altro incidente mortale avvenuto oggi a Bagnolo Mella, nel Bresciano, dove un uomo di 69 anni è stato schiacciato da un muletto all’interno di un cantiere.
Il bilancio di queste ore conferma la drammaticità del fenomeno delle morti sul lavoro, una “strage silenziosa” che continua a colpire in tutta Italia.










