E’ una guerra non dichiarata ma pur sempre una guerra. Mentre i vigili urbani conducono sul territorio comunale una battaglia senza quartiere per togliere di mezzo dehors e tavolini selvaggi ( in un anno sono quasi triplicati i sigilli in bar e ristoranti) il ministro Urso e il collega Lollobrigida scatenano l’inferno annunciando un provvedimento che renderà strutturale ciò che oggi è considerato provvisorio: “Dovrà diventare elemento di decoro urbano”, dicono. Ma contro una legge che renderebbe permanente la deroga alle norme sullo spazio pubblico, concessa per l’emergenza Covid insorge il Campidoglio: un atto di arroganza, una mossa elettorale. Un dato deve fare riflettere: dopo l’emergenza sanitaria i dehors sono più che raddoppiati nel centro storico, da oltre 2mila a 5mila. E la situazione può sfuggire di mano. La questione, come sempre, è politica.

Di PAOLO DORDIT

Pensavamo di esserci lasciati alle spalle le questioni dehors e tavolino selvaggio, ci illudevamo che il silenzio ufficiale nascondesse il tentativo di raggiungere una intesa tra Governo centrale e Campidoglio che salvasse capra e cavoli. Invece i ministri della Meloni fanno lo sgambetto al sindaco Gualtieri e si ricomincia. La guerra è riesplosa improvvisamente con fuochi d’artificio, complice il clima elettorale e la speranza nascosta di raccogliere il maggior numero di consensi possibili alle prossime Europee. Ad aprire le ostilità il ministro delle imprese Adolfo Urso, due battute a margine della “Giornata della ristorazione”, organizzata alla Camera dalla Fipe che hanno scatenato l’inferno. «Stiamo elaborando un provvedimento per rendere strutturali i tavolini all’aperto: i dehors. Così che siano anche un elemento di decoro urbano».. Il provvedimento, che renderebbe permanente la deroga alle norme sullo spazio pubblico, concessa per l’emergenza Covid, sarà inserito nel ddl concorrenza. Apriti cielo. Dal Campidoglio, Monica Lucarelli, titolare delle Attività Produttive accusa: «È un evidente segno di arroganza». E si riapre il confronto. La Lucarelli guida per conto del sindaco Gualtieri la battaglia per togliere di mezzo dehors e tavolini selvaggi, oggi per il Campidoglio abusivi, e ha scatenato la guerra a bar e ristoranti che non rispettano il diktat del Comune. Tre violazioni riscontrate ogni quattro controlli sui dehors. E in un anno sono quasi triplicati i sigilli ai tavolini selvaggi in bar e ristoranti. Affianca l’assessore la minisindaca del Centro storica Lorenza Bonaccorsi, che accusa Urso di «aver sparato dichiarazioni al convegno della Fipe soltanto per guadagnare voti alle Europee nonostante in FdI non siano tutti d’accordo». Sebbene non vi sia ancora una bozza sulla quale confrontarsi (le occupazioni di suolo pubblico Covid sono state prorogate fino alla fine dell’anno), Bonaccorsi è pronta a dare battaglia: Per arginare la saturazione di locali in Centro (dopo il Covid i dehors sono più che raddoppiati, da oltre 2mila a 5mila) il I Municipio sta collaborando con l’assessorato al Commercio per adottare un regolamento ad hoc «che vada oltre la delibera del Campidoglio».

“Ci stiamo confrontando con le associazioni settoriali e ovviamente con l’Anci, quindi con i Comuni, e con le Soprintendenze. Pensiamo possa essere un’occasione per rendere la ristorazione più funzionale alla socialità e a quel decoro urbano che nei centri storici va sempre più affermato», dice ministro Urso. E con lui c’è il collega dell’Agricoltura e alla Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida: «Penso che sia corretto immaginare una normativa per i dehors e garantire alla ristorazione italiana, che più di altri ha sofferto durante la pandemia, la possibilità di recuperare ciò che ha perso in quella fase». Oltretutto, secondo Lollobrigida, i «ristoratori veri sono quelli che ci tengono di più all’ambiente che li circonda e alla qualità della vita delle città e quindi sono i più attenti al decoro».

Il Codacons si dice «pronto alle barricate contro quello che definisce lo «stupro ai danni dei centri storici e delle città e un immenso regalo a bar e ristoranti sulla pelle dei cittadini. Costretti a fare lo slalom tra i tavolini». L’obiettivo è il riordino e il coordinamento del settore . Polemizza Andrea De Priamo, a lungo consigliere comunale in Campidoglio e ora senatore di FdI, respinge le accuse: «Al centro del nostro lavoro c’è la garanzia di mantenere intatto il decoro e dare sostegno alle attività economiche, evitando le occupazioni selvagge. Se Lucarelli non apprezza la proroga da noi voluta sui dehors, chieda a Gualtieri di restituire le entrate prodotte dalla stessa per il bilancio del Comune».

Insomma clima infuocato e confronto complicato. Lo scorso anno i vigli capitolini hanno usato la mano pesante.. L’anno scorso iil totale delle «serrate» per ampliamenti in eccesso, ha raggiunto quota 190: nel 2022 erano state solo 67. Provvedimenti, variabili per durata, che spesso hanno coinvolto esercizi recidivi, con ordini di sgombero ed eventuale ritiro dei permessi comunali. In compenso i controlli della polizia locale sono aumentati, specialmente nel centro storico. In proporzione, sono invece diminuite le violazioni riscontrate: oltre 2.400 le verifiche su dehors, tavoli, pedane irregolarmente estesi nel 2022, che sono arrivate a oltre 2.700 l’anno scorso.

I blitz hanno spesso funzionato come deterrente, visto che le infrazioni – difformità o violazioni del Codice della strada o delle normative comunale e nazionali – sono scese dalle 2.200 di due anni fa alle quasi 2mila del 2023. Ma ovviamente non è una questione di numeri. E’ una questione politica. Come uscirne vivi?