La Procura di Pavia si avvia a chiudere una nuova e delicata fase dell’inchiesta sul delitto di Garlasco, che nel 2007 portò alla morte di Chiara Poggi. Al centro degli ultimi sviluppi non c’è solo l’interrogatorio di Andrea Sempio, ma anche una serie di audizioni considerate cruciali per ricostruire il contesto della vicenda.

Secondo la nuova ipotesi investigativa, l’omicidio non sarebbe stato commesso da Alberto Stasi — l’ex fidanzato della vittima, attualmente in fase finale di espiazione di una condanna a 16 anni — bensì da Sempio, all’epoca dei fatti diciannovenne e amico del fratello di Chiara. Il possibile movente sarebbe legato al rifiuto di un approccio, che avrebbe scatenato una violenta aggressione: la giovane sarebbe stata colpita più volte al volto e alla testa con un oggetto contundente.

Le recenti attività istruttorie, che precedono la probabile richiesta di rinvio a giudizio per Sempio, includono anche l’analisi di elementi informatici e nuove testimonianze. Tra queste, quella di Marco Poggi, fratello della vittima, già ascoltato in passato ma nuovamente convocato alla luce di ulteriori accertamenti sul computer di Chiara. Le verifiche potrebbero chiarire aspetti dei rapporti tra Sempio e la vittima.

Parallelamente, saranno sentite anche Paola e Stefania Cappa, mai indagate ma già note alle cronache dell’epoca. Le loro dichiarazioni serviranno ad approfondire la vita privata di Chiara nei giorni precedenti al delitto e a verificare l’ipotesi di avances respinte, possibile chiave di lettura del movente.

Sul fronte difensivo, i legali di Sempio contestano con forza l’impianto accusatorio. In particolare, respingono l’interpretazione di alcune chat emerse pubblicamente, sostenendo che siano state decontestualizzate e utilizzate per costruire un’immagine distorta dell’indagato. Secondo la difesa, quei messaggi non riguarderebbero Chiara Poggi e, anzi, rappresenterebbero un elemento a favore del loro assistito.

Sempio, secondo quanto trapela, potrebbe scegliere di non rispondere alle domande durante l’interrogatorio. Nel frattempo, gli sviluppi dell’indagine potrebbero aprire la strada a una richiesta di revisione del processo da parte di Stasi.

A distanza di anni, il caso Garlasco continua dunque a sollevare interrogativi e divisioni, con il rischio — come osservato da alcune voci istituzionali — che la verità giudiziaria resti ancora a lungo incerta.