Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul delitto di Garlasco riaccendono i riflettori sulla posizione di Andrea Sempio, l’amico del fratello di Chiara Poggi già coinvolto in passato nelle indagini sull’omicidio della giovane, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia.
Secondo la Procura di Pavia, Sempio avrebbe fornito dichiarazioni non veritiere riguardo ai suoi movimenti nelle ore successive al delitto. Gli inquirenti ritengono infatti poco credibile il racconto secondo cui il giovane sarebbe transitato casualmente in via Pascoli dopo aver notato un’ambulanza e diverse persone nei pressi della casa dei Poggi.
Nelle carte depositate con la chiusura della nuova indagine, i magistrati evidenziano che il percorso effettuato in auto da Sempio insieme al padre non avrebbe dovuto includere quella strada, che si trovava addirittura nella direzione opposta rispetto al tragitto tra la casa della nonna e l’abitazione familiare. Per l’accusa, questo elemento suggerirebbe che il giovane fosse tornato consapevolmente sul luogo del delitto.
I pm contestano inoltre la versione fornita da Sempio nel 2008, quando dichiarò di aver visto l’ambulanza passando in via Pavia. Secondo gli investigatori, da quel punto sarebbe stato impossibile notare quanto accadeva in via Pascoli, a causa della distanza e della presenza di due rotatorie. Anche il successivo ritorno del ragazzo sul posto “per curiosità”, come da lui raccontato, viene considerato sospetto dagli inquirenti.
La nuova inchiesta punta a chiedere il rinvio a giudizio del 38enne e potrebbe avere conseguenze anche sulla posizione di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. La Procura generale di Milano starebbe infatti valutando l’ipotesi di una richiesta di revisione del processo.
Nel frattempo, la difesa di Sempio continua a respingere le accuse. Gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti stanno lavorando con consulenti tecnici per contestare le ricostruzioni della Procura. “Andrea vive da mesi chiuso in casa, la sua vita è cambiata”, ha spiegato Taccia, descrivendo una situazione di forte pressione psicologica.
Tra gli elementi emersi nelle nuove indagini figura anche una rogatoria internazionale inviata negli Stati Uniti per tentare di recuperare dati da un profilo Facebook chiuso da Sempio nel 2017, poco dopo essere stato interrogato nella prima indagine poi archiviata. Il tentativo, però, non avrebbe prodotto risultati utili.
Gli investigatori hanno inoltre analizzato ricerche internet, appunti e documenti personali attribuiti a Sempio, delineando un profilo che, secondo l’accusa, mostrerebbe un interesse ossessivo per la violenza e il sesso non consensuale.
A complicare ulteriormente il quadro c’è anche un’inchiesta parallela per presunta corruzione in atti giudiziari. Un ex carabiniere coinvolto nelle prime indagini ha ammesso di aver avuto contatti frequenti con Sempio prima dell’archiviazione del procedimento nei suoi confronti, sostenendo però di aver semplicemente cercato di tranquillizzarlo.
Dopo quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua dunque a sollevare interrogativi e a dividere investigatori, magistrati e opinione pubblica.










