L’infortunio del capo di gabinetto del Governatore e il goffo tentativo di minimizzarlo

 

Nulla di personale, ci mancherebbe. Ma un po’ di pepe in una cronaca politica asfittica di questi tempi ci vuole proprio. I giornali hanno scherzato pesante sull’ennesima gaffe dell’entourage del governatore Zingaretti.  Il quale, per la verità  riesce a scansare  ancora una volta i siluri, si spazzola con indifferenza dalla giacca quel po’ di polvere che gli è caduta addosso. Ma Albino Ruberti, il capo di gabinetto del leader non poteva evitare di allontanarsi da casa il primo maggio per andare a pranzo fuori. (una grigliata di lavoro con amici, ma pare sia stata molto di più) nonostante il decreto-legge 25 marzo 2020, che consente gli spostamenti da casa solo per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità? Al Pigneto qualcuno ha storto il naso, qualcuno ha chiamato la polizia. C ‘è stata un po’ di maretta, poi Ruberti si è autodenunciato ed è stato multato (400 euro, la violazione evidentemente c’era). Alla fine tutto sarebbe anche finito in gloria, con qualche pesante commento di ciò che in questo momento di privazioni è concesso a chi ha il potere, etc etc. , insomma con una brutta figura. Se non ci si fosse messo di mezzo – pare –  il portavoce del presidente Emanuele Lanfranchi. La fonte a questo punto diventa un facebook di un veterano della politica capitolina, Andrea Augello,  che proprio lunedì era sotto le finestre con altri consiglieri regionali di opposizione a chiedere le dimissioni di Zingaretti.. Ciò che dice Augello è passibile di smentita, ma prenderne atto e riportarlo non dovrebbe essere un reato: è un testo pubblico, sdoganato. Insomma secondo la ricostruzione dell’esponente di FdI Lanfranchi avrebbe tentato una improvvida smentita del fatto, telefonando ai giornalisti per offrire una diversa versione della “colazione di lavoro” tra Ruberti, una consigliera del Pd e un paio di altri personaggi legati al partito. Non è stata affatto una grigliata, pare abbia detto, ma una riunione sui trasporti, e pare abbia allegato la fattura del catering, ostriche, tartarre di tonno, frittura di pesce, cruditè. Fatti loro, per carità, e magari Ruberti  stava effettivamente lavorando, se avesse convocato la riunione in Regione gli avrebbero  aperto le porte anche il primo maggio. Insomma una leggerezza.  bastava non esibire il “potere” ed evitare di buttare altra benzina sul fuoco. I romani sono stati bravi e pazienti, hanno evitato con cura di farsi trovare in una situazione del genere. Di tutta questa attenzione Zingaretti avrebbe fatto volentieri a meno. Peggio la toppa del buco, dice il detto popolare.
Risparmiamo ai lettori lo sforzo di andarsi a cercare il Facebook di Augello. Lo pubblichiamo di seguito. E ripetiamo, a scanso di equivoci, nulla di personale. Resta il fatto che a noi non risparmiano mai nulla.

Giu.Ter.

 

 

“Zingaretti ha un capo ufficio stampa che conosco da quando era un ragazzino un po’ pigro e svogliato dell’agenzia Omni Roma e veniva in Consiglio regionale per seguire i lavori dell’aula. Si chiama Emanuele Lanfranchi e francamente non è mai parso a nessuno un prodigio della comunicazione. All’ombra dell’ascesa di Zingaretti mi dicono – ma magari sono solo maldicenze – che sia diventato un tantino arrogante e prepotente. Stento a crederlo: nei miei ricordi è un ragazzo perennemente assonnato, con camicie e jeans che sembrano usciti dalla bocca di un cane, tendenzialmente fancazzista e di sinistra ma del tutto innocuo, erbivoro, inabile a qualsiasi conflitto. L’altro ieri, tuttavia, mi ha stupito combinando un pasticcio clamoroso per il quale meriterebbe un processo sommario per alto tradimento del Presidente e la fucilazione nel cortile di Via Rosa Raimondi Garibaldi. Insomma, viene, come è ormai noto, beccato quell’altro perdigiorno di Ruberti, Capo di Gabinetto di Zingaretti, mentre sente musica, canta e mangia in una veranda del Pigneto, insieme a una consigliera del Pd e a due tipi appartenenti a vari staff del partito democratico. I primi titoli in line, dopo una baruffa verbale con la Polizia e una multa di 400 euro rifilata a Ruberti e alla consigliera, parlano di una “Grigliata del primo maggio” o di “Grigliata abusiva”. A questo punto entra in azione il geniale Lanfranchi, al quale quel termine, “grigliata”, non piace affatto. Nel suo cervelletto appare inconciliabile con la giustificazione ufficiale del baccanale del Pigneto e cioè una “colazione di lavoro”, addirittura una riunione sui trasporti, con quattro – o 5?- partecipanti cha a onor del vero di trasporti non ci capiscono assolutamente nulla.

E subito prepara la geniale smentita. Macchè grigliata, tuona al telefono con i giornalisti, si è trattato di un pranzo di lavoro consegnato da un catering, vi mando io la fattura così vedrete che non è stata affatto una grigliata. Davvero un’ideona: il menù lo trovate in questo articolo: ostriche, tartare di tonno, frittura di pesce crudité… Probabilmente lo champagne lo avevano già al fresco in casa. Il tutto per 5 persone (ma non avevano detto che erano 4?). Ma non era meglio lasciar credere che fossero solo salsicce al barbecue? Ma possibile che uno che si occupa di comunicazione non capisca quanto si può incazzare gente chiusa in casa da settimane nel pensare che i gerarcotti della Regione si spazzolino ostriche e pesce fresco per festeggiare il primo maggio, arrabbiandosi pure se la polizia osa disturbarli ? E poi, benedetto Iddio, se questa gente considera un menù di questo genere una frugale colazione di lavoro, cosa accidenti si mangia nei pranzi ufficiali? Sulla rete Lanfranchi ha così scatenato l’inevitabile linciaggio mediatico di Zingaretti, nel maldestro tentativo di evitare una ben più meritata lapidazione digitale di Ruberti. Dio scampi e liberi questo Paese dalla gente che non sa fare il suo mestiere…”

PROFILO FACEBOOK  ANDREA AUGELLO