Dopo l’ok alla fiducia un nuovo voto a Montecitorio. Occhi puntati su Palazzo Madama dove il voto di fiducia e quello sul testo sono contestuali e non è escluso, come evidenzia anche in un colloquio con Repubblica il ministro pentastellato Patuanelli, che il partito possa uscire dall’Aula. Ci sarebbero comunque i numeri anche se sul piano politico cambierebbe il profilo dell’esecutivo.  Intanto i Dem tendono una mano ai pentastellati che, dopo aver consegnato il documento con le loro nove priorità al premier Mario Draghi, hanno un piede dentro e uno fuori dall’esecutivo. Intanto il premier sta preparando l’incontro con i sindacati di martedì, dove si potrebbe parlare di rinnovo dei contratti, taglio del cuneo fiscale e anche della proposta a cui sta lavorando il ministro Andrea Orlando sui minimi salariali. Intanto Conte è in attesa di un segnale, ma non tutti i 5 stelle sarebbero pronti all’addio. Ed il leader della Lega, Matteo Salvini dichiara. “Da domani in avanti noi voteremo solo e soltanto quello che serve all’Italia e agli italiani, il resto lo lasciamo votare a Pd e M5S. Se questo coincide col governo bene, se no è un problema del governo, mica un problema mio”.