Il Forlanini al Vaticano? Il Movimento 5 Stelle scende in campo per rimettere in discussione l’accordo. “Forlanini, il diritto alla salute non è in vendita”, ha detto il parlamentare grillino Francesco Silvestri nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio della quale praticamente nessuno ha parlato. Polemiche fuori tempo massimo? Che la cessione dello storico ospedale faccia ancora discutere lo dice solo Silvestri, che evidentemente vuole attirare l’attenzione sul Movimento (e di riflesso sulla questione di un monumento nazionale lasciato nell’angolo per quindici anni. Ora i grillini vogliono che sia rimesso in discussione l’accordo Italia-Santa Sede, che prevede di far nascere nella ex sede dell’ospedale romano voluto negli anni ‘20 per i malati di tbc, il nuovo Bambino Gesù. Una vicenda che è stata formalizzata due anni fa, e che ora aspetta di diventare realtà. Perché riaprire il discorso?
Il deputato del Movimento 5 stelle Francesco Silvestri dice: “Cedere l’ospedale Forlanini alla Città del Vaticano significa cedere un pezzo di storia di Roma e di quello che è stato un vanto per il Paese. Noi faremo di tutto affinché non accada e affinché il Forlanini venga rilanciato per garantire il diritto alla salute dei cittadini romani e dell’Italia intera”. Martedì poi è prevista alla Camera una conferenza stampa, che oltre a una serie di esponenti M5S vedrà Massimo Martelli, ex primario del Forlani; e il Presidente di Italia Nostra, Riccardo Fatarella.
Difficile, oggettivamente, cambiare rotta. A novembre il decreto anticipi ha sancito il passaggio del Forlanini al Demanio, prerequisito per cedere l’area al Vaticano per far nascere il nuovo Bambino Gesù. L’ospedale pediatrico sta molto stretto nella sua attuale sede al Gianicolo, e la soluzione del Forlanini permetterebbe al nosocomio pediatrico di riunire in un’unica maga struttura le varie attività sparse per la città. Prenderebbe così il via l’iter stabilito dall’accordo siglato nel febbraio 2024 tra il Cardinale Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Il provvedimento torna così alla luce dopo un lungo periodo di silenzio seguito alla firma. Una vicenda comunque iniziata un anno prima, appena insediatosi il governo Meloni.
L’intesa prevede che sia l’Inail ad acquisire inizialmente il diritto di superficie, per poi passare, a spese proprie, ai lavori di ristrutturazione del plesso ospedaliero, che ha un’estensione di 280.000 metri quadrati. Ma ci vorranno almeno cinque anni per rendere quel comprensorio un ospedale moderno, per un costo di almeno 400 milioni di euro. Ad oggi non ci sono né gli standard di sicurezza, né le strutture per rendere subito operativo il Forlanini. Inoltre, il Bambino Gesù al Gianicolo è zona extraterritoriale, e lo stesso status dovrebbe essere conferito al Forlanini. Ma per questo servirebbe un passaggio parlamentare di rango costituzionale.
Contrario alla vendita al Vaticano e favorevole al rilancio dell’ospedale per la sanità pubblica, è l’ex primario Massimo Martelli, che sul suo sito scrive: “Dopo una serie di vicissitudini legate a decisioni politiche scellerate che hanno tagliato drasticamente anno dopo anno i fondi alla Sanità Pubblica, il 30 giugno 2015 il complesso – riconvertito ad ospedale negli anni Settanta – è stato chiuso dalla Regione Lazio, per far fronte al deficit della sanità e, a tutt’oggi, non esiste alcun progetto organico da parte regionale per la sua riutilizzazione, se non alcune dichiarazioni sui mezzi di informazione dei politici di turno”.
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