Le recenti elezioni in Russia hanno generato disaccordi all’interno del governo italiano, con dichiarazioni contrastanti da parte dei suoi membri. Il vicepremier Matteo Salvini ha sostenuto che “quando un popolo vota, ha sempre ragione”, mentre l’altro vicepremier Antonio Tajani ha ribadito che il plebiscito per Vladimir Putin è stato caratterizzato da pressioni forti e violente.
Le massime istituzioni italiane hanno mantenuto un silenzio gelido, con il Quirinale che non ha inviato alcuna lettera di congratulazioni al presidente russo. Anche se il governo si è espresso con maggiore vicinanza alle posizioni del Ministero degli Esteri, c’è stata critica da parte delle opposizioni politiche italiane, con il Partito Democratico, Italia Viva, Sinistra Italiana e +Europa che hanno criticato aspramente le parole di Salvini. La Lega ha in parte corretto il tiro con una nota che ha preso atto del risultato senza emettere giudizi positivi o negativi, ma si è impegnata per la fine della guerra in corso e il ritorno alla pace.
Le considerazioni di Salvini hanno attirato l’attenzione anche all’estero, con il candidato socialista alle elezioni europee, Nicolas Schmit, che ha sottolineato l’amicizia dell’estrema destra europea con Putin. Le prese di posizione sono giunte anche dalla Casa Bianca, da Berlino e da Parigi, tutte concordi sulla mancanza di libertà nelle elezioni russe.
In Italia, la presidenza italiana del G7 non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito, mentre Giorgia Meloni ha sottolineato l’importanza della coesione e della rappresentanza all’estero della maggioranza di centrodestra. Alcuni esponenti della coalizione di governo hanno suggerito di cercare un dialogo con la Russia per evitare conflitti.
Anche se a Palazzo Chigi c’è stato imbarazzo per le parole di Salvini, si lavora a una mozione unitaria che rifletta i punti cruciali delle comunicazioni del governo. I sostenitori di Meloni suggeriscono che le dichiarazioni di Salvini siano state mosse dalla dinamica della campagna elettorale e che la vera differenza di opinioni si riscontri nel centrosinistra.
L’Italia potrebbe non riconoscere l’esito del voto nei territori ucraini occupati, come annunciato dalla Slovenia. Nelle comunicazioni successive al Parlamento, Meloni dovrebbe ribadire l’importanza di una difesa comune europea, che sarà una priorità nel prossimo Consiglio Ue.










