La frana che da giorni minaccia Niscemi, in provincia di Caltanissetta, assume dimensioni sempre più allarmanti. Secondo le stime della Protezione Civile, la massa di terra in movimento ammonterebbe a centinaia di milioni di metri cubi, un volume persino superiore a quello coinvolto nel disastro del Vajont. Un paragone che rende l’idea della gravità della situazione e che riporta alla memoria una delle tragedie più drammatiche del Novecento.
Il fronte della frana, costituito da un costone di sabbia e argilla alto circa 50 metri, continua ad avanzare verso il centro abitato. Il fenomeno è ancora attivo e, come avvertito dal ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, l’area rossa è destinata ad ampliarsi. Un eventuale ulteriore crollo potrebbe infatti spingere indietro la linea di sicurezza di 150 metri, coinvolgendo nuove abitazioni.
Per fronteggiare l’emergenza, le autorità hanno deciso di estendere ufficialmente l’area a rischio. Con un apposito decreto, l’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia disporrà l’ampliamento della zona interessata fino a circa 25 chilometri quadrati, sui quali sarà imposto un divieto assoluto di edificazione. Il provvedimento aggiornerà il Piano di assetto idrogeologico ed è stato reso necessario dopo i rilievi effettuati dai tecnici tramite droni, che hanno confermato la pericolosità dell’intera area, compresa la zona a valle del costone crollato.
Niscemi resta così sospesa in una situazione di massima allerta, con il territorio sotto costante monitoraggio e le istituzioni impegnate a prevenire conseguenze ancora più gravi per la popolazione e le infrastrutture.










