Il momento più delicato per Giorgia Meloni al G7 in corso a Kananaskis, in Canada, potrebbe essere l’incontro con Donald Trump. Non è ancora chiaro se si tratterà di un bilaterale formale o di un colloquio informale, ma secondo fonti italiane il confronto avverrà e sarà inevitabilmente incentrato sulla nuova guerra tra Israele e Iran. A complicare ulteriormente lo scenario, l’annuncio a sorpresa dell’ex presidente americano sull’eventualità di coinvolgere Vladimir Putin come mediatore del conflitto — una posizione che ha lasciato interdetta anche Roma.
Meloni, che ha portato con sé la figlia Ginevra, mantiene per ora il silenzio ufficiale. Fonti vicine a Palazzo Chigi riferiscono che la premier preferisce non commentare a caldo le uscite di Trump, anche se la proposta su Putin rischia di creare tensioni, dato che l’Italia lo considera ancora responsabile dell’aggressione all’Ucraina.
Il consigliere diplomatico di Palazzo Chigi, Fabrizio Saggio, è al lavoro con gli sherpa degli altri Paesi per cercare una posizione comune. L’obiettivo dell’Italia resta quello della de-escalation e del mantenimento del dialogo. Meloni ha già avuto bilaterali con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier britannico Keir Starmer, e si punta a una linea europea condivisa, anche in vista di un eventuale coordinamento con Washington, che le fonti italiane definiscono ancora “non disallineato”.
Domani sera, durante la cena di lavoro dedicata ai temi geopolitici, si discuterà approfonditamente della crisi tra Teheran e Tel Aviv. Ma non si esclude che il Medio Oriente si intrecci con le discussioni su altri dossier sensibili, come la guerra in Ucraina, che sarà al centro di una sessione martedì alla presenza del presidente Volodymyr Zelensky. Possibile anche un faccia a faccia tra lui e Meloni.
Altro tema caldo è quello dei dazi: a meno di un mese dalla scadenza della sospensione delle tariffe Usa verso l’UE, i leader europei cercheranno di affrontare la questione, anche se resta da vedere se ci sarà spazio per discuterne con la delegazione americana.
In un G7 segnato da tensioni e incertezze, Meloni può comunque rivendicare due risultati: l’inclusione del tema migratorio nell’agenda del summit, in continuità con la presidenza italiana del G7, e la decisione di approvare una dichiarazione finale dedicata.










