Continua senza sosta il conflitto tra Iran e Israele, giunto al suo terzo giorno con un’escalation di bombardamenti, attacchi missilistici e raid mirati. Entrambe le parti hanno subito pesanti perdite, ma è l’Iran a registrare il bilancio più tragico: oltre 400 morti, secondo fonti locali, di cui oltre il 90% civili, secondo il Ministero della Salute iraniano.
La notte tra sabato e domenica è stata particolarmente cruenta anche per Israele, colpita duramente da un raid iraniano su Bat Yaman, cittadina costiera vicino Tel Aviv, che ha provocato almeno 6 morti e 180 feriti. In risposta, l’aeronautica israeliana ha intensificato gli attacchi, colpendo duramente la capitale Teheran e la città di Mashhad, a oltre 2.300 km di distanza dal territorio israeliano. Obiettivo dichiarato: il programma nucleare iraniano.
Tra i bersagli colpiti, secondo fonti israeliane, figurano il “quartier generale nucleare” iraniano e la leadership dell’intelligence dei Pasdaran. Tra le vittime confermate vi sono Mohammad Kazemi, capo dell’intelligence delle Guardie della Rivoluzione, e il suo vice Hassan Mohaqqeq.
Oltre agli attacchi aerei, sono state registrate almeno cinque autobombe in diverse zone di Teheran, causando la morte di altri 14 scienziati legati al programma nucleare. Le condizioni dei civili sono drammatiche: in assenza di rifugi adeguati, la popolazione cerca riparo in moschee e stazioni della metropolitana.
In risposta agli attacchi israeliani, l’Iran ha lanciato nuove ondate di missili verso Israele. Le esplosioni hanno colpito Tel Aviv, Gerusalemme e altre zone del Paese, causando ulteriori feriti. Dall’inizio dell’escalation venerdì, sarebbero stati lanciati almeno 200 missili contro lo Stato ebraico.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in visita a Bat Yaman, ha annunciato la distruzione dell’impianto nucleare di Natanz e ha promesso “un prezzo altissimo” per l’Iran. Il ministro della Difesa Yoav Gallant ha definito gli attacchi “potenti e mirati” ai sistemi nucleari, di difesa e missilistici della Repubblica islamica.
Il conflitto sembra destinato a proseguire, con un coinvolgimento sempre più ampio anche dei gruppi alleati dell’Iran, come gli Houthi, che hanno rivendicato il lancio di missili ipersonici in coordinamento con Teheran.
La situazione resta estremamente tesa, con un numero crescente di vittime civili e il timore di un allargamento del conflitto su scala regionale.










