Un attacco aereo israeliano ha colpito oggi una scuola che ospitava sfollati nella zona orientale della città di Gaza, provocando la morte di 19 persone, secondo quanto riferito dalla Protezione civile locale, gestita da Hamas. Il portavoce Mahmoud Bassal ha confermato che le squadre di soccorso hanno recuperato 15 corpi e assistito 10 feriti.

Nel frattempo, Hamas avrebbe dichiarato, tramite il funzionario Bassem Naeem, che sono in corso tentativi di mediazione per uno scambio parziale: la liberazione di alcuni ostaggi in cambio della consegna temporanea di aiuti alimentari. Tuttavia, il gruppo insiste per un accordo complessivo che ponga fine alla guerra.

Il primo ministro palestinese, Mohamed Mustafa, ha definito ufficialmente la Striscia di Gaza una “zona di carestia” e ha chiesto l’intervento immediato dell’ONU. L’alto commissario Onu per i diritti umani, Volker Turk, ha espresso forti preoccupazioni sul piano israeliano di concentrare forzatamente la popolazione in un’area ristretta nel sud della Striscia, definendolo una minaccia per la sopravvivenza dei palestinesi a Gaza come gruppo. Ha inoltre ribadito che l’uso della fame come arma di guerra costituisce un crimine secondo il diritto internazionale.

Anche l’Unione Europea ha condannato la situazione. In una dichiarazione congiunta, l’Alta rappresentante Kaja Kallas e le commissarie Dubravka Suica e Hadja Lahbib hanno chiesto la fine immediata del blocco degli aiuti imposto da Israele. “Gli aiuti umanitari non devono essere politicizzati né militarizzati”, hanno affermato, aggiungendo che il nuovo meccanismo israeliano di consegna degli aiuti viola i principi umanitari.

A livello internazionale cresce la pressione su Israele. L’Olanda ha chiesto di verificare il rispetto degli accordi bilaterali tra Tel Aviv e Bruxelles, mentre Francia e Regno Unito parlano di situazione “critica” e “intollerabile” nella Striscia.

Intanto, un attacco di un drone israeliano ha causato una vittima nel sud del Libano, a Sidone, nonostante il cessate il fuoco con Hezbollah. Sul fronte degli ostaggi, Donald Trump ha annunciato che altri tre israeliani detenuti da Hamas sono morti, riducendo a 21 il numero di quelli presumibilmente ancora in vita.

La comunità internazionale continua a sollecitare un cessate il fuoco e un maggiore accesso umanitario, mentre a Gaza la crisi umanitaria peggiora di ora in ora.