ROMA- Successo per il festival del Mobile Journalism, Mojo Italia Festival, svoltosi sabato 22 ottobre alla Città dell’Altra Economia, e domenica 23 ottobre on line. Circa 350 tra giornalisti, Videomaker e studenti di comunicazione hanno partecipato ai corsi di formazione, che nei due giorni hanno visto alternarsi esperti di ripresa e montaggio col cellulare, social media specialist, analisti nel settore della Seo, documentaristi, sviluppatori di app.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Stampa Romana e dall’associazione Filmaker, con la collaborazione del Coris – La Sapienza. Il patrocinio è del Comune di Roma e della Regione Lazio. I due giorni di formazione sono stati ancora sull’utilizzo dello smartphone, per produrre news e approfondimenti giornalistici, una pratica che nei Paesi anglosassoni sta rivoluzionando il giornalismo audiovisivo e che in Italia, già da alcuni anni, ha un forte impatto sui social e sulle testate online.

Il festival è ad oggi la più grande operazione di formazione professionale specialistica gratuita d’Italia, non percepisce contributi pubblici, e si è avvalso dell’apporto di decine di volontari, ma anche e soprattutto di importanti sponsor che operano in questo settore: Reel One, OverPress Media, Moondog Labs, Pyxie, Luma Touch, FiLMiC Pro, Dreamgrip e Ital Communications.

Il Festival è stato anche l’occasione per lanciare un contest con due sezioni: mobile journalism e video storytelling, che ha visto arrivare contributi da tutto il mondo. Vincitori sono risultati Philip Bromwell (Irlanda) con “The Murmuration Chasers” e Rob Layton (Australia) con “Beneath the Lonesome Skye”. Ma delle terne selezionate hanno fatto parte anche i contributi di Claudio Locatelli, Serena Sartini, Matthew Foster, Claudio Annovi, Gabriela Mendoca.

Il Festival del Mobile Journalism dà appuntamento all’edizione del 2023 e già pensa a come rinnovare la propria offerta formativa in modo periodico e a rafforzare la collaborazione con tutti gli operatori del settore. Gli organizzatori si augurano che nella capitale migliorino le condizioni logistiche per chi come Mojo Italia si occupa di innovazione, divulgazione, formazione.