I centri di permanenza e rimpatrio aperti dal governo Meloni in Albania, destinati a ospitare migranti in attesa di espulsione, sono stati bloccati dai giudici italiani. La sezione immigrazione del tribunale di Roma ha infatti annullato il trattenimento di dodici migranti egiziani e bengalesi, ordinando il loro trasferimento in Italia, poiché i Paesi di origine non sono considerati “sicuri”. Di conseguenza, le stanze del centro di Gjader in Albania si sono svuotate.

La decisione ha suscitato l’ira dell’esecutivo, con la premier Giorgia Meloni che l’ha definita “pregiudiziale” e ha annunciato ricorsi fino alla Cassazione. Il governo ha convocato un Consiglio dei ministri per discutere ulteriori misure volte a velocizzare le procedure per la richiesta di protezione internazionale e conferire più poteri alla commissione che esamina tali richieste.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha promesso una “battaglia” nei tribunali contro questa decisione, difendendo l’accordo con l’Albania e sostenendo che potrebbe essere un modello per il diritto europeo. Tuttavia, il modello albanese non convince tutti: il primo ministro francese Michel Barnier ha dichiarato che per ragioni giuridiche non è applicabile in Francia.

L’opposizione, guidata dal Partito Democratico, ha espresso ferma contrarietà alla linea del governo, accusando Meloni di voler “stravolgere la democrazia” e promettendo di opporsi con tutte le forze.