Sedici migranti bengalesi ed egiziani, intercettati su imbarcazioni in acque internazionali, saranno trasferiti in Albania anziché sbarcare in Italia. Questi migranti saranno i primi ospiti dei centri per migranti appena allestiti a Shengjin e Gjader, in seguito all’accordo tra il governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, e quello albanese di Edi Rama. L’arrivo dei migranti, attualmente a bordo della nave della Marina Militare “Libra”, è previsto per mercoledì mattina.

L’accordo mira a gestire le richieste di asilo fuori dall’Italia per coloro che hanno maggiori probabilità di essere rimpatriati, nel tentativo di scoraggiare i viaggi migratori. A Shengjin, i migranti verranno identificati e sottoposti a screening sanitario. Chi rientra nei criteri stabiliti (uomini adulti provenienti da Paesi sicuri come Bangladesh ed Egitto) e farà domanda d’asilo sarà trasferito nel centro di accoglienza di Gjader, mentre chi non ha i requisiti sarà trattenuto per l’espulsione.

L’opposizione politica italiana ha criticato duramente l’accordo, definendolo uno spreco di fondi pubblici e una violazione dei diritti umani. La segretaria del PD, Elly Schlein, ha denunciato l’intesa come una “deportazione”, mentre altri esponenti dell’opposizione hanno sollevato dubbi sulla legittimità e l’efficacia dei centri albanesi.

Nonostante le polemiche, la premier Giorgia Meloni ha difeso l’accordo, affermando che il governo agisce per proteggere i confini italiani e combattere la tratta di esseri umani. Anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha ribadito che i centri in Albania sono strutture di “trattenimento leggero”, dove i migranti possono richiedere protezione internazionale.