Il Ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha fatto una visita alle truppe in Ucraina, segnando la sua prima apparizione pubblica dopo l’ammutinamento del gruppo Wagner nel fine settimana. Durante la sua visita, Shoigu non ha commentato la ribellione e non ha incontrato il capo di Wagner, Prigozhin, come richiesto. Il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha affermato che al momento non ci sono notizie di capi militari cacciati da Putin, ma ha avvertito che bisognerà attendere le prossime settimane per capire gli sviluppi della situazione. Il Presidente francese, Emmanuel Macron, ha sottolineato le divisioni all’interno del campo russo e la fragilità delle forze armate russe e dei loro alleati. La Cina ha dichiarato il suo sostegno alla Russia per il mantenimento della stabilità nazionale. Aleksandr Lukashenko, leader bielorusso, ha mediato con Prigozhin per fermare l’avanzata delle truppe Wagner in Russia e ha avuto colloqui telefonici con Putin e Nazarbayev. Secondo l’ex Primo Ministro russo Mikhail Kasyanov, Putin è in un grosso guaio e la sua stabilità è stata distrutta dalla sfida di Prigozhin. I miliziani del Gruppo Wagner si sono ritirati da Rostov, dopo essere stati fermati a circa 200 km da Mosca grazie alla mediazione della Bielorussia. Secondo il New York Times, le autorità statunitensi erano state informate dei piani di Prigozhin. L’Istituto per lo studio della guerra sostiene che nonostante il fallimento dell’ammutinamento, il Cremlino si trova ora di fronte a una situazione profondamente instabile. In un’intervista, Putin ha affermato che la sua priorità è l’attenzione all’operazione militare speciale in Ucraina.