Di Cornelius
Che ipocriti, oggi fingono tutti di stupirsi, di cosa accade dietro le quinte della politica capitolina. Ma lo sanno tutti, non è cosa da educande. Il caso Ruberti ha veramente scosso le stanze segrete del potere, ha veramente scandalizzato l’opinione pubblica? Crediamo francamente di no. Per la gente comune, per lettori ed elettori è sembrato di essere dentro un film, una fiction, una di quelle tante pellicole incentrate su Gomorra e dintorni. Chi vive nel palazzo è abituato a quelle scene, a quel linguaggio, a personaggi che appaiono affabili e cortesi nelle occasioni pubbliche e che fanno metaforicamente a cazzotti quando c’è una
torta da spartire o un torto da vendicare. I colpi sotto la cintura, i video, i dossier, sono strumenti di lavoro comune, non devono imbarazzare nessuno. Si comportano così i capi, i leader, quelli che sorridono davanti alle telecamere, e la manovalanza, quella che fa a botte per un posto da consigliere municipale o per una assunzione in più in una Asl. Anche i cronisti politici sono abituati a convivere con queste realtà e fanno sorridere i toni sbigottiti e compiaciuti di certi articoli.
Accadrà probabilmente con la stessa intensità in alcuni contesti di potere particolarmente complessi nelle capitali politiche e degli affari del profondo Sud ma non dimentichiamo che Roma è la città di Mafia Capitale, dove la malavita organizzata non si è mai fatta scrupoli di andare per le spicce e di tenere rapporti delicati con la politica. Il fronte dem governa la capitale da troppi anni, generali e colonnelli controllano il territorio con implacabile energia, la sanità è cosa loro e rappresenta una fonte inesauribile di potere liquido, immediatamente spendibile. Lo sanno tutti, da sempre. Non si deve sapere, ma si sa. Ma forse non
è più così importante, in questo momento. La situazione sta sfuggendo al controllo anche ai playmaker della politica, ai burattinai professionisti. Elezioni a settembre, campagna elettorale a ferragosto, meno di sessanta posti a disposizione in Parlamento, lotte con il coltello tra i denti, alleanze infrante, patti incestuosi, le regole non valgono più. Il video killer di Frosinone? Forse ne verranno altri, verranno siluri e sgambetti di ogni tipo. Basta saperlo. I buoni e i cattivi in politica esistono in ogni schieramento, gli elettori
possono scegliere, possono decidere se privilegiare un modo di amministrare e di decidere o un altro, possono dare un voto ideologicamente orientato o di buon senso. L’imbarazzante dietro le quinte della politica ci indigna? Cerchiamo di leggere i programmi, di capire e conoscere i candidati, studiamo i curricula e le esperienze, facciamoci una indigestione di google (ormai lo fanno tutti) cercando di farci una idea più precisa. Non faremo per forza le scelte migliori, ma almeno usciremo dal seggio con la coscienza più serena.