L’assessore Alessio D’Amato annuncia solennemente che verrà  creato un think tank sulla riforma dell’assistenza agli anziani formato da autorevoli rappresentanti del mondo scientifico, della comunicazione, della sanità e del mondo religioso; Sostiene che si deve favorire la permanenza degli anziani a casa, con un’assistenza più leggera e di gran lunga meno costosa per lo Stato. Costruendo attorno a loro una rete di prossimità e di solidarietà. La formula c’è già, è il co-housing, piccole convivenze opportunamente monitorate e imperniate sull’assistenza domiciliare; basterebbe applicarla su larga scala, senza cedere a scorciatoie istituzionali o, peggio ancora, ad interessi di privati. Raddoppia  Roberta Lombardi  la leader (appassita) dei grillini alla Pisana  che rilancia proponendo  una commissione di indagine consiliare su come vivono i nostri anziani nelle Rsa della nostra regione e quali iniziative promuovere per garantire loro servizi migliori e una maggiore possibilità di trascorrere più tempo con i propri cari nelle loro case”. Nella nostra regione è arrivato il momento di ripensare la cura dell’anziano, dei cronici e dei fragili. Ma fino all’altro ieri i medesimi potevano tranquillamente affondare nelle loro angosce. Insomma, Tutti improvvisamente scoprono che esiste un “problema anziani” da analizzare, approfondire, risolvere. Come se non fosse una emergenza sociale e sanitaria da tempo, come se non servissero attenzione, risorse, strategie.
Improvvisamente la scintilla. La pandemia Covind-19 ha sturato le orecchie a tutti. Muoviamoci, serve un pensatoio, serve una commissione. Poi servirà una task force per mettere a fuoco una strategia. Chissà se in questo tourbillon di esperti e addetti ai lavori si consulterà anche qualcuno che senza essere supermanager o cattedratico vive nella realtà ed è costretto ogni giorno ad affrontare e risolvere quei problemi da solo. Gli anziani sono tanti, si vive di più e aumentano i problemi assieme alle esigenze di una popolazione più fragile e indifesa. Ci voleva il Coronavirus per scoperchiare il vaso di Pandora? Qualcuno di lor signori conosce a fondo la realtà di una Residenza Sanitaria Assistita, sa che cos’è, come funziona, chi paga che cosa, qual ‘è la tipologia dei suoi “ospiti”. Perché ospiti sono e non pazienti o malati. Stesso discorso per la case di riposo, grandi e piccole, per ricchi e per poveretti, le domande non cambiano.
A queste domande chi ha il potere di controllo della situazione probabilmente sa dare solo delle risposte confuse, approssimative. Superficiali. Eppure decide, giudica, dispone. Critica e sanziona. Il più delle volte mischia le carte, mette insieme le due tipologie di strutture. Tanto è vero che l’assessore annuncia che in questa fase di contrasto al Codivirus sono stati effettuati in oltre 600 strutture, senza precisarne la natura. Quante sono sul serio le Rsa lo sanno in pochi, idem per le case di riposo. E da da quale autorità dipendono? Il  fatto è che fino all’altro ieri erano di scarso interesse per il potere, che se la vedessero i privati, che si arrangiassero a far quadrare i conti garantendo servizi e assistenza adeguata,  personale medico e infermieristico, operatori specializzati. Che si tutelassero da soli .   Oggi  la Regione si inventa la Rsa pubblica, bella forza: le strutture ce le ha già e non deve nemmeno cercarle e pagarle.  Il personale pure. E l’uovo di Colombo.  Ma poteva tranquillamente pensarci prima, mettere in campo una strategia, magari pubblico-privato e non voltare lo sguardo dall’altra parte. Quel “da domani si  comincia a pensare in modo diverso” fa tremare i polsi.- Perché non rappresenta una presa d’atto, un ravvedimento. Ma l’ennesimo proclama. Qualcuno ha impedito loro di pensare “in modo diverso” prima?   E dispiace che i media prendano  in carico quei pronunciamenti senza nemmeno una velata analisi critica. Superficialità anche in questo caso. Più facile virgolettare una affermazione di un politico, di un “esperto” che farsi una idea propria.  I giornalisti sanno con relativa precisione di cosa si sta parlando? Conoscono la realtà della terza età nella nostra regione, sanno quanti sono gli anziani, quanti tra loro i non autosufficienti, quali opzioni ci sono in campo in alternativa alla permanenza in un nucleo familiare, come vi si accede e chi paga? Certamente con questo background alle spalle scrivere autorevolmente di questi argomenti sarebbe più facile e più utile a tutti. E magari “accompagnando” consapevolmente le mosse della politica.

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