Con un solo voto di scarto, il Parlamento europeo ha concesso l’immunità a Ilaria Salis, l’eurodeputata italiana detenuta in Ungheria. La decisione, arrivata al termine di una seduta ad alta tensione a Strasburgo, è stata approvata con 306 voti favorevoli e 305 contrari, un risultato che ha scatenato applausi e abbracci nell’Aula.

Alla proclamazione, avvenuta alle 12:20, Salis si è alzata con il pugno chiuso, accolta dagli applausi dei colleghi. “È una vittoria per la democrazia, lo Stato di diritto e l’antifascismo – ha dichiarato – dimostra che la resistenza funziona. Siamo tutti antifascisti”.

Di tutt’altro tono la reazione del premier ungherese Viktor Orbán, che ha accusato Bruxelles di “proteggere i propri membri”, definendo Salis “parte di un gruppo terroristico”. “Ai burocrati europei piace dare lezioni – ha scritto sui social – ma i pezzi del loro puzzle dello Stato di diritto non combaciano”.

Il risultato è frutto di una profonda spaccatura interna al gruppo popolare (PPE): se tutti i suoi 188 deputati avessero votato compatti insieme ai conservatori e all’estrema destra, la richiesta di immunità sarebbe stata respinta. Ma, a scrutinio segreto, almeno 70 “franchi tiratori” – soprattutto tedeschi, polacchi e rumeni – avrebbero votato a favore di Salis, contrariando le indicazioni del capogruppo Manfred Weber, che in mattinata aveva sostenuto la necessità di revocare l’immunità “nel rispetto delle regole”.

Dopo il voto, Salis ha ringraziato senza rivelare chi l’avesse sostenuta: “Non dirò mai chi nel centrodestra mi ha salvato”.

Il verdetto ha scatenato polemiche anche in Italia. Il leader della Lega Matteo Salvini ha parlato di “vergogna”, accusando parte del centrodestra europeo di aver “salvato la signora Salis dal processo”. Immediata la replica del vicepremier Antonio Tajani (Forza Italia): “Nessun tradimento, siamo stati coerenti e leali. Con il voto segreto nessuno può sapere cosa accade davvero in Aula”.

Più distesa la reazione della segretaria del PD Elly Schlein, che ha espresso soddisfazione: “Ha vinto lo Stato di diritto. In Ungheria Salis non avrebbe avuto un processo giusto”.

Dal fronte dei conservatori europei, Nicola Procaccini (FdI) ha accusato la sinistra di aver “legittimato la violenza politica”, sostenendo che il Parlamento “ha invaso il campo della magistratura”.

Il voto chiude, almeno per ora, una pagina complessa nella vicenda di Ilaria Salis, ex insegnante milanese e attivista antifascista, arrestata a Budapest due anni e mezzo fa con l’accusa di aver partecipato a un’aggressione contro militanti di estrema destra. Oggi, da detenuta a eurodeputata, è diventata un simbolo della battaglia per i diritti e la libertà in Europa.